Sushi o al Du-par's a Studio City, o al McDonald's o all'Hamburger Hamlet di Sherman Oaks, e spesso mi ritrovavo a mangiare da solo su uno dei tavoli piú lontani all'ombra del Pavilion, distante dal tavolo centrale dove mi sedevo in passato, ora occupato da Ryan Vaughn e Jeff Taylor e Tracy Goldman e Michelle Stevenson, con cui Ryan aveva ini-ziato a uscire.
Quando Debbie Schaffer evitò di invitarmi alla festa per il diciottesi-mo di Jeff Taylor che aveva organiz-zato nella casa sulla Stone Canyon, capii perché per il resto del nostro ultimo anno non ci rivolgemmo quasi la parola, e non ebbi mai piú occasione di parlare con Terry o Liz. Ma la mia emarginazione divenne piú dolorosamente smaccata quando alcuni ragazzi tra cui Jeff, Kyle Colson, Anthony Matthews e Dominic Thompson si organizzarono per andare al cinema a Westwood e io non fui invitato; a quel punto compresi che per il resto dell'ultimo anno sarei stato destinato a un'esistenza solitaria un reietto, un emarginato, la persona che avevo sempre saputo di essere. Il visi-bilmente partecipe se ne andò mor-morando adiós, hasta luego, maricón.
Il prestigio che avevo raggiunto svaní completamente. E in ogni caso, se per tutti quegli anni non fossi stato cosí intimo con Thom e Susan, sarebbe sempre stato cosí, senza la loro presenza e vicinanza sarei stato invisibile già allora come lo stavo diventando adesso. Tutto si teneva alla larga da me.
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