venerdì 28 novembre 2025

José Saramago - Magdala

...Vedendo che il sangue non accennava a fermarsi, Gesù chiamò, Ohi, voi di casa, e immediatamente una donna si affacciò alla soglia, quasi stesse aspettando solo che la chiamassero, anche se, da una lieve aria di sorpresa che cominciò ad apparirle sul viso, potremmo essere portati a pensare che doveva risultare piuttosto abituata alla gente che le entrava in casa senza bussare, il che, tutto considerato, avrebbe meno ragion d'essere che in qualunque altro caso, giacché questa donna è una prostituta e il rispetto che deve alla sua professione le impone di chiudere il portone quando riceve un cliente. Gesù, che era seduto per terra, a comprimersi la ferita, guardò di sfuggita la donna che gli si avvicinava, Aiutami, disse, e dopo aver afferrato la mano che lei gli tendeva, riuscì a rizzarsi in piedi e
a fare qualche passo, zoppicando. Non sei in grado di camminare, dis-se lei, entra, me ne occupo io di qu-ella ferita. Gesù non disse né si né no, l'odore della donna lo intontiva, tanto che, da un momento all'altro, gli era scomparso il dolore provoca-to dall'apertura della piaga e adesso, con un braccio sulle spalle di lei e sentendosi cingere la vita da un altro che ovviamente non poteva essere il suo, si accorse del tumulto che gli squassava il corpo in tutte le direzioni, a meno che non sia più esatto dire in tutti i sensi, perché nei sensi, o meglio in uno che così si definisce, ma che non è né la vista né l'udito né l'odorato né il gusto né il tatto, sia pur avendo di ciascuno una parte, proprio lì andava a finire tutto, a quanto pare. La donna lo aiutò a entrare nel cortile, chiuse il portone e lo fece sedere, Aspetta, disse. Si diresse in casa e ne uscì con una bacinella d'argilla e un panno bianco. Riempì d'acqua la bacinella, bagnò il panno e, inginocchiatasi ai piedi di Gesù, reggendo con la palma della mano sinistra il piede ferito, lo lavò premurosamente, ripulendolo dalla terra, ammorbidendone la crosta crepata da cui, con il sangue, scaturiva una materia giallastra, purulenta, di pessimo aspetto. Disse la donna, Non sarà certo l'acqua a guarirti, e Gesù disse, Ti chiedo solo di fasciarmi la ferita in modo che io possa arrivare a Nazaret, poi me la curerò, e stava per aggiungere, Mia madre mi accudirà, ma si trattenne perché non voleva apparire agli oc-chi di questa donna come un ragaz-zino che, inciampato in un sasso, si mette a piangere, Mamma, mamma, aspettando la carezza, la soffiatina sul dito offeso, il tocco dolce delle dita, Non è niente, bambino mio, è passato. Da qui a Nazaret hai ancora molto cammino, ma se è questo che vuoi, aspetta solo che ti metta un unguento, disse la donna, ed entrò in casa, dove si sarebbe trattenuta qualche momento più di prima. Gesù si guardò intorno nel cortile, sorpreso perché in vita sua non aveva mai visto nulla di così pulito e ordinato. Sospetta che la donna sia una prostituta, non per una sua particolare abilità nell'indovinare a prima vista le professioni, solo pochi giorni fa anche lui avrebbe potuto essere identificato dall'afrore di bestiame che emanava, e adesso tutti diranno, E' un pescatore, è svanito un odore e ne è venuto un altro, che non olezza di meno. La donna odora di profumo, ma Gesù, malgrado la sua innocenza, che non è ignoranza, giacché non gli sono mancate le occasioni di vedere come lo facevano caproni e montoni, possiede abbastanza buon senso per considerare che il fatto che un corpo abbia un così gradevole profumo non è una ragione sufficiente per affermare che una donna sia una prostituta. Per la verità, una prostituta dovrebbe odorare di ciò che frequenta, l'uomo, come il capraio olezza di capra e il pescatore di pesce, ma forse, chissà, queste donne si profumano proprio perché vogliono occultare, o addirittura dimenticare, l'odore dell'uomo. La donna ricomparve con un vasetto, sorridendo, come se qualcuno dentro casa le avesse raccontato una storiella. Gesù la vedeva avvicinarsi, ma, se gli occhi non lo ingannavano, si appressava molto lentamente, come accade talvolta nei sogni, la tunica si muoveva, fluttuava, modellando all'andatura il ritmico ondeggiare delle cosce, e i lunghi capelli neri le danzavano sulle spalle come succede con il vento che agita le spighe dei campi di grano. Non c'era alcun dubbio, anche per un ignorante la tunica era da prostituta, il corpo da cantante, il sorriso da cortigiana. Gesù, addolorato, chiese alla memoria di soccorrerlo con qualche massima appropriata del celebre autore suo omonimo, Gesù, figlio di Sira, e la memoria gli rese un buon servizio, sussurrandogli discretamente, dall'interno dell'orecchio, Non incontrarti con una donna cortigiana, che tu non abbia a cadere nei suoi lacci, e subito dopo, Non frequentare una cantante per non esser preso nelle sue moine, e infine, Non dare l'anima alle prostitute, per non perdere te e il tuo patrimonio, che questo nostro Gesù si possa perdere potrebbe anche capitare, essendo uomo, e per di più giovane, ma, quanto al patrimonio, sappiamo già che lui non corre alcun pericolo perché non lo possiede, ragion per cui potrà dirsi al sicuro quando, al momento opportuno, prima di concludere il contratto, la donna gli domanderà, Quanto hai. Gesù, quindi, è pronto a tutto, ecco perché non lo coglie di sorpresa la domanda che la donna gli ha rivolto adesso mentre con il piede di lui adagiato sul proprio ginocchio gli spalmava d'unguento la ferita, Come ti chiami, Gesù, risponde lui, e non ha aggiunto, Di Nazaret, perché l'aveva già detto prima, come del resto lei, vivendo qui, non ha specificato di Magdala quando, avendole lui a sua volta chiesto il nome, ha risposto, Maria. Fra queste mosse e queste osservazioni, Maria di Magdala finì di medicare il dolorante piede di Gesù, concludendo l'operazione con una salda e adeguata fasciatura, Ecco fatto, disse lei, Come posso ringraziarti, domandò Gesù, e per la prima volta i suoi occhi sfiorarono quelli di lei, neri, luccicanti come carboni, ma percorsi, come acqua corrente sull'acqua, da una specie di voluttuoso velo che colpì in pieno il corpo segreto di Gesù. La donna non rispose subito, a sua volta lo guardava come se lo valutasse, che tipo di persona era, ché di quattrini si vedeva bene quanto fosse sprovvisto quel povero ragazzo, e infine disse, Serbami nel tuo ricordo, nient'altro, e Gesù, Non scorderò la tua bontà, e poi, facendosi coraggio, E non dimenticherò neppure te, Perché, sorrise la donna, Perché sei bella, Non mi hai incontrato al tempo della mia bellezza, Ti conosco nella tua bellezza attuale. Il sorriso di lei svanì, si spense, Sai chi sono, quello che faccio, di che vivo, Lo so, Mi hai soltanto guardato e sai già tutto, Non so nulla, Che sono una prostituta, Qu-esto lo so, Che vado con gli uomini per denaro, Sì, Ecco quello che vog-lio dire, sai tutto di me. Io so sol-tanto questo. La donna gli si sedette accanto, gli sfiorò dolcemente il capo con una mano, gli toccò la bocca con la punta delle dita, Se vu-oi ringraziarmi, rimani con me oggi, Non posso, Perché, Non ho di che pagarti, Che novità, Non ridere di me, Forse non ci crederai, ma riderei più facilmente di un uomo con la borsa piena, Non è solo questione di denaro, E allora di che cosa. Gesù ammutoli e volse la faccia dall'altra parte. Lei non lo aiutò, avrebbe potuto domandargli, Sei vergine, ma tacque, in attesa. Calò un silenzio così denso e profondo che sembrava che risuonassero solo i due cuori, più forte e veloce quello di lui, inquieto per l'agitazione quello di lei. Gesù disse, Le tue chiome sono come un gregge di capre che scende dalle pendici del Galaad. La donna sorrise e tacque. Poi Gesù disse, I tuoi occhi sono come i laghetti di Chesbòn, presso la porta di Bat-Rabbìm. La donna sorrise di nuovo, ma non parlò. Allora Gesù volse lentamente il viso verso di lei e disse, Non conosco donna. Maria gli prese le mani, Tutti dobbiamo pur sempre cominciare così, uomini che non conoscevano donna, donne che non conoscevano uomo, un giorno chi lo sapeva ha insegnato, chi non sapeva ha imparato, Vuoi insegnarmi tu, Perché tu debba ringraziarmi di nuovo, In tal modo, non cesserò mai di ringraziarti, E io non finirò mai di insegnarti. Maria si alzò, andò a chiudere il portone del cortile, ma prima appese qualcosa all'esterno, un segnale per gli eventuali clienti, con il quale intendeva dire che lei aveva chiuso il suo spiraglio perché era giunto il momento di cantare, Levati, aquilone, e tu, austro, vieni, soffia nel mio giardino perché si effondano i suoi aromi, venga il mio diletto nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti. Poi insieme, con Gesù appoggiato, come aveva fatto in precedenza, alla spalla di Maria, di questa prostituta di Magdala che lo ha curato e che lo accoglierà nel suo letto, entrarono in casa, nella propizia penombra di una stanza fresca e lin-da. Il letto non è quella rozza stuoia distesa per terra, con un lenzuolo scuro buttato sopra, che Gesù ha sempre visto nella casa dei genitori finché ci è vissuto, questo è un vero letto, simile a quello di cui si è detto, Ho adornato il mio letto di drappi, di tessuti bordati di lino d'Egitto, l'ho profumato con mirra, aloe e cinnamomo. Maria di Magdala con-dusse Gesù presso il forno, dove il pavimento era lastricato di mattoni, e lì, rifiutandone ogni aiuto, con le sue mani lo spogliò e lo lavò, sfi-orandogli più volte il corpo, qui e lì, e lì, con la punta delle dita, baciandolo lievemente sul petto e sui fianchi, da un lato e dall'altro. Quei dolci sfioramenti facevano rabbrividire Gesù, le unghie della donna che gli percorrevano la pelle, Non aver pa-ura, disse Maria di Magdala. Lo as-ciugò e lo condusse per mano fino al letto, Sdraiati, io torno subito. Fece scorrere un telo su una corda, si udirono altri rumori d'acqua, poi una pausa, all'improvviso l'aria divenne profumata e Maria di Magdala comparve, nuda. Ed era nudo anche Gesù, come lei lo aveva lasciato, il giovane pensò che fosse giusto così, coprire quel corpo che lei aveva denudato sarebbe stata una sorta di offesa. Maria si fermò accanto al letto, lo guardò con espressione ar- 
dente e nel contempo dolce, e disse. Sei bello, ma per essere perfetto, devi aprire gli occhi. Esitante, Gesù li spalancò e immediatamente li chiuse, abbagliato, tornò ad aprirli e in quell'istante seppe ciò che dav-vero volevano dire quelle parole del re Salomone, Le curve dei tuoi fian-chi sono come monili, il tuo ombe-lico è una coppa rotonda, colma di vino profumato, il tuo ventre è un mucchio di grano, circondato da gigli, i tuoi seni sono come due cerbiatti, gemelli di una gazzella, ma lo seppe anche meglio, e definitivamente, quando Maria si sdraiò accanto a lui e, prendendogli le mani, attirandole a sé, le fece muovere lentamente lungo tutto il proprio corpo, i capelli e il viso, il collo, le spalle, i seni, che compresse dolcemente, il ventre, l'ombelico, il pube, su cui indugiò, intrecciando e sciogliendo le dita, la rotondità delle cosce morbide, e mentre faceva tutto questo, diceva a voce bassa, quasi in un sussurro, Impara, impara il mio corpo. Gesù si guardava le mani, che Maria stringeva, e desiderava averle libere perché potessero frugare ogni sua parte, ma lei continuava, ancora una volta, di nuovo, e diceva, Impara il mio corpo, impara il mio corpo. Gesù respirava affannosamente, ma vi fu un istante in cui gli parve di soffocare, e ciò avvenne quando le mani di lei, la sinistra posata sulla fronte, la destra sulla caviglia, intrapresero una lenta carezza, l'una verso l'altra, entrambe attratte da quell'unico punto centrale su cui, una volta giunte, non si trattennero più di un istante, per ritornare con la mede-sima lentezza al luogo di partenza e poi riprendere lo stesso movimento. Non hai imparato niente, vattene, gli aveva detto Pastore, e chissà, forse aveva voluto dire che non aveva imparato a difendere la vita. Ma adesso Maria di Magdala glielo aveva insegnato, Impara il mio cor-po, e ripeteva, ma in un altro modo, cambiando una parola, Impara il tuo corpo, e lui l'aveva lì, quel suo corpo, teso, duro, eretto, e sopra di lui, nuda e stupenda, Maria di Magdala, che lo rassicurava, Non ti preoccupare, non ti muovere, lascia che sia io a occuparmi di te, allora sentì che una parte del suo corpo, quella, era scomparsa nel corpo di lei, che un anello di fuoco lo circondava, avanti e indietro, che un fremito lo scuoteva dentro, come un pesce che si agita e che, all'improvviso, gli sfuggiva gridando, impossibile, non può essere, i pesci non gridano, era lui, invece, che urlava, mentre Maria, gemendo, si abbandonava con il proprio corpo su quello di lui, bevendogli il grido dalla bocca, con un bacio avido e ansioso che scatenò nel corpo di Gesù un secondo e interminabile fremito.

Per tutto il giorno, nessuno andò a bussare al portone di Maria di Magdala. Per tutto il giorno, Maria di Magdala servì e insegnò al ragazzo di Nazaret, il quale, non conos-cendola né in bene né in male, era andato a chiederle di alleviargli i dolori e di curargli le piaghe che, ma questo lei non lo sapeva, erano nate da un altro incontro, nel deserto, con Dio. Dio aveva detto a Gesù, Da oggi appartieni a me, col sangue, e il Demonio, ammesso che lo fosse, lo aveva spregiato, Non hai imparato niente, vattene, e Maria di Magdala, coi seni imperlati di sudore, i capelli sciolti che paiono fumanti, la bocca turgida, occhi come acqua scura, Non ti legherai di certo a me per ciò che ti ho insegnato, ma resta qui stanotte. E Gesù, sopra di lei, rispose, Ciò che insegni non è prigione, ma libertà. Dormirono insieme, ma non soltanto quella notte. Quando si destarono era già mattino inoltrato, e dopo che i loro corpi si furono cercati e ritrovati una volta ancora, Maria volle vedere lo stato della ferita al piede di Gesù, Ha un aspetto migliore, ma non dovresti ancora riprendere il viaggio, ti farà male, con quella polvere, Non posso restare, e se anche tu dici che sto meglio, Rimanere puoi, è questione di volontà, quanto al portone del cortile, sarà chiuso per tutto il tempo che vorremo, La tua vita, La mia vita adesso sei tu, Perché, Ti rispondo con le parole del re Salomone, Il mio diletto ha messo mano nello spiraglio della porta e un fremito mi ha sconvolto il cuore, E come posso essere il tuo diletto se non mi conosci, se sono soltanto un uomo venuto a chiederti aiuto e di cui tu hai avuto pena, pena per i miei dolori e per la mia ignoranza, Perciò ti amo, perché ti ho aiutato e ti ho insegnato, ma sarai tu a non potermi amare, giacché non mi hai insegnato alcunché né mi hai aiutato, Non hai una ferita, La troverai, se la cercherai, Che ferita è, Quel portone aperto da cui entravano gli altri, ma non il mio diletto, Hai detto che sono il tuo di-letto, Ecco perché il portone si è chiuso dopo che sei entrato tu, Non so nulla che ti possa insegnare, co-nosco solo ciò che ho appreso da te, Insegnami anche questo, perché io sappia com'è ad apprenderlo da te, Non possiamo vivere insieme, Vuoi dire che non ti è possibile vivere con una prostituta, Sì, Per tutto il tempo che starai con me, non sarò una prostituta, non lo sono da quando sei entrato, è nelle tue mani che io continui a non esserlo, Mi chiedi troppo, Nulla che tu non possa darmi per un giorno, per due giorni, per il tempo che il tuo piede richiederà per guarire, perché poi si riaprirà la mia ferita, Mi ci sono voluti diciott'anni per arrivare qui, Qualche giorno in più, non sarà per te una grande differenza, sei ancora giovane, Anche tu sei giovane, Più vecchia di te, più giovane di tua madre, Conosci mia madre, No, Allora perché lo hai detto, Perché io non potrei mai avere un figlio della tua età, Quanto sono stupido, Non sei stupido, solo innocente, Non sono più innocente, Perché hai conosciuto donna, Non lo ero più già quando ho giaciuto con te, Parlami della tua vita, ma non adesso, adesso voglio soltanto che la tua mano sinistra riposi sotto il mio capo e la destra mi abbracci.

Gesù rimase a casa di Maria di Magdala per una settimana, il tempo necessario perché sotto la crosta della ferita si formasse la nuova pelle. Il portone del cortile rimase sempre chiuso. Alcuni uomini im-pazienti, per gelosia o per dispetto, andarono a bussare, ignorando de-liberatamente il segnale che avreb-be dovuto tenerli lontani. Volevano sapere chi mai si soffermasse così a lungo, e qualcuno, più spiritoso, lanciò al di là del muro un mottet-to, Sarà magari perché non ce la fa, sarà magari perché non lo sa, aprimi la porta, Maria, che glielo insegno io come si fa, e Maria di Magdala uscì nel cortile per rispondergli, Chiunque tu sia, ciò che potevi non lo potrai più, ciò che facevi non lo farai più, Maledetta, Vattene, che ti sbagli di grosso, non troverai al mondo donna più benedetta di me. Che fosse per questo incidente, o perché così doveva essere, nessun altro andò a bussare al portone, e comunque la cosa più probabile è che nessuno di tutti quegli uomini, abitanti di Magdala o passanti allertati, abbia voluto rischiare di udire quella maledizione che li avrebbe condannati all'impotenza, giacché 
è convinzione diffusa che le prosti-tute, soprattutto quelle d'alto bor-do, diplomate o con un nutrito curricolo, sapendo tutto sulle arti di rallegrare il sesso di un uomo, sono altrettanto competenti nel ridurlo a un irrimediabile silenzio, moscio, senza vigore né appetiti. Ebbero, quindi, Gesù e Maria una gran tranquillità durante quegli otto giorni, nei quali le lezioni impartite e ricevute finirono per diventare un unico discorso, fatto di gesti, scoperte, sorprese, sussurri, invenzioni, come un mosaico di tessere che non sono nulla prese una per una e finiscono per essere tutto se unite e sistemate al proprio posto. Più di una volta Maria di Magdala manifestò ancora la curiosità di conoscere la vita del suo diletto, ma Gesù cambiava argomento, rispondeva, per esempio, Nel mio giardino, sorella mia, mia sposa, raccolgo la mia mirra e il mio balsamo, mangio il mio favo e il mio miele, bevo il mio vino e il mio latte, e dopo averlo detto così appassionatamente, passava subito dalla recitazione del versetto all'atto poetico, in verità, in verità ti dico, amato Gesù, così non si può conversare. Ma un giorno Gesù decise di parlare del padre falegname e della madre cardatrice di lana, dei suoi otto fratelli, e di come, seguendo le usanze, avesse cominciato con l'imparare il mesti-ere paterno, ma poi fosse stato pas-tore per quattro anni, e adesso era lì di passaggio diretto a casa, aveva trascorso qualche giorno con alcuni pescatori, ma non c'era stato ab-bastanza tempo per impararne l'arte. Gesù raccontò tutto questo in un tardo pomeriggio, stavano mangi-ando nel cortile, di tanto in tanto alzavano il capo per osservare il ra-pido volo delle rondini che passava-no emettendo quei loro striduli su-oni, e dal silenzio che calò fra di loro parve che tutto fosse stato detto, l'uomo si era confessato con la donna, ma questa, come se niente fosse, gli domandò, Soltanto ques-to, lui fece un cenno affermativo, Sì, soltanto questo. Il silenzio fu as-soluto, le rondini volteggiavano sopra altri luoghi e Gesù disse, Mio padre è stato crocifisso quattro anni fa a Sefforis, si chiamava Giuseppe, Se non mi sbaglio, sei il primogenito, Sì, sono il primogenito, Allora non capisco perché tu non sia rimasto con la tua famiglia, era tuo dovere, Vi sono state alcune diver-genze, e non chiedermi altro, Nulla che riguardi la tua famiglia, ma di quegli anni da pastore, parlami di quel periodo, Non c'è niente da dire, è sempre uguale, le capre, le pecore, i capretti, gli agnelli, il latte, tanto latte, latte dappertutto, Ti è piaciuto fare il pastore, Sì, Perché te ne sei andato, Mi ero stancato, avevo nostalgia della famiglia, Nos-talgia, che cos'è, Pena per la lontananza, Stai mentendo, Perché dici che sto mentendo, Perché ho visto paura e rimorso nei tuoi occhi. Gesù non rispose. Si alzò, fece un giro nel cortile, poi si fermò davanti a Maria, Un giorno, quando ci rincontreremo, forse ti racconterò il resto, se mi prometterai di non parlarne con nessuno, Risparmieremmo tempo se tu lo facessi subito, Te ne parlerò, sì, ma solo se ci rincontreremo, Ti aspetti che quel giorno io non sia più una prostituta, per ora non puoi avere fiducia in questa donna, pensi che sarei capace di vendere i tuoi segreti per denaro o di cederli a chiunque venisse, per divertimento, in cambio di una notte d'amore più gloriosa di quelle che ho dato a te e che tu hai dato a me, Non è questa la ragione per cui preferisco tacere, Allora io ti dico che Maria di Magdala sarà accanto a te, prostituta o no, quando ne avrai bisogno, Chi sono io per meritarlo, Tu non sai chi sei. Quella notte, l'antico incubo tornò, dopo essere stato negli ultimi tempi soltanto una sorta di vaga angoscia che si infiltrava negli interstizi dei soliti sogni, finalmente abituale e sop-portabile. Ma quella notte, forse perché era l'ultima che Gesù passa-va in quel letto, forse perché aveva parlato di Sefforis e degli uomini crocifissi, l'incubo, come una gi-gantesca serpe che stesse risvegli-andosi dall'ibernazione, prese a srotolare lentamente i suoi anelli, a sollevare l'orribile testa, e Gesù si svegliò urlando, in un bagno di su-dore freddo, Che hai, che hai gli do-mandava Maria, preoccupata, Un sogno, nient'altro che un sogno, si schernì lui, Raccontamelo, e questa semplice parola fu pronunciata con tanto amore e con tanta tenerezza che Gesù non riuscì a trattenere le lacrime e, dopo le lacrime, le parole che voleva nascondere, Sogno che mio padre viene a uccidermi, Ma tuo padre è morto, e tu sei qui, vivo, Io sono un bambino, mi trovo a Betlemme in Giudea e mio padre vi-ene a uccidermi, Perché a Betlem-me, E' là che sono nato, Forse pensi
che tuo padre non voleva che tu nascessi, è il significato del sogno, Tu non sai nulla, No, non so, Tanti bambini di Betlemme sono morti a causa di mio padre, Li ha ammazzati lui, Li ha uccisi perché non li ha salvati, non è stata la sua mano a stringere il pugnale. E nel tuo sogno, sei uno di quei bambini, Sono morto mille volte, Povero te, povero Gesù, E' questo il motivo per cui me ne sono andato da casa, Finalmente capisco, Tu credi di capire, Che cos'altro manca, Qualcosa che ancora non posso dirti, Qualcosa che mi dirai se ci incontreremo di nuovo, Sì. Gesù si addormentò con la testa sulla spalla di Maria, respirando sul suo seno. Lei rimase sveglia per tutta la notte. Il suo cuore era addolorato perché il mattino ben presto li avrebbe separati, ma la sua anima poteva dirsi serena. L'uomo che riposava al suo fianco era, lo sapeva, colui che aveva atteso per tutta la vita, quel corpo che le apparteneva e al quale il suo spettava, vergine quello di lui, usato e sporco quello di lei, ma era ini-ziato il mondo, per quel che significa iniziare, da otto giorni appena, e solo quella notte si era consolidato, otto giorni non sono niente a paragone con un futuro per così dire integro, tanto più che è così giovane questo Gesù, e io, Maria di Magdala, eccomi qui, a letto con un uomo, come molte altre volte, ma adesso innamorata e senza età.

Trascorsero la mattina a preparare il viaggio, come se il giovane dovesse andare in capo al mondo, mentre il cammino che lo aspetta non è neanche di duecento stadi, niente che un uomo di costituzione media non possa fare tra mezzogiorno e il crepuscolo del meriggio, sia pur tenendo conto che da Magdala a Nazaret non è tutta strada piana, ci sono pendii, scarpate e dirupi sassosi. E fa' attenzione, che girano bande che guerreggiano contro i romani, diceva Maria, Ancora, domandò Gesù, Tu sei vissuto lon-tano, qui siamo in Galilea, E io sono un galileo, non mi faranno alcun male, Ma non lo sei, perché sei nato a Betlemme in Giudea, I miei genitori mi hanno concepito a Nazaret e io, per la verità, neppure a Betlemme sono nato, sono venuto al mondo in una grotta, nell'interno della terra, e adesso mi sembra addirittura di essere rinato qui, a Magdala, Da una prostituta, Per me, tu non sei una prostituta, disse Gesù con irruenza, Lo sono stata. A queste parole seguì un lungo silenzio, Maria aspettando che Gesù parlasse, Gesù alle prese con un'inquietudine che non riusciva a dominare. Infine le domandò, Quello che hai appeso al portone perché nessun uomo entrasse, lo toglierai. Maria di Magdala lo guardò con espressione seria, poi sorrise con malizia, Non potrei tenere dentro casa due uomini contemporaneamente, Cosa significa, Che tu te ne vai, ma sarai sempre qui. Fece una pausa e concluse, Il segnale appeso sul portone rimarrà dov'è, Penseranno che sei con un uomo, Se lo penseranno, faranno bene, perché sarò con te, Non entrerà più nessun altro, Lo hai detto tu, questa donna che chiamano Maria di Magdala ha cessato di essere una prostituta quando sei entrato tu, Di che cosa vivrai, Solo i gigli di campo crescono senza lavorare né filare. Gesù le prese le mani e disse, Nazaret non è lontano da Magdala, uno di questi giorni tornerò a trovarti, Se mi cercherai, mi incontrerai qui, Il mio desiderio sarà di trovarti sempre, Mi troveresti anche dopo morto, Vuoi dire che morirò prima di te, Io sono più vecchia, morirò certo prima, ma nel caso tu morissi prima di me, io continuerei a vivere solo perché tu possa incontrarmi, E se sarai tu la prima a morire, Benedetto sia chi ti ha messo su questo mondo mentre c'ero ancora io. Poi, Maria di Magdala portò qualcosa da mangiare a Gesù e non vi fu alcun bisogno che lui dicesse, Siediti con me, perché fin dal primo giorno, in quella casa chiusa, quest'uomo e questa donna avevano condiviso e moltiplicato fra loro i sentimenti e i gesti, gli spazi e le sensazioni, senza troppo rispetto per regole, norme o leggi. Di certo, non saprebbero che cosa risponderci se domandassimo loro come si comporterebbero se non si trovassero protetti e al riparo di queste quattro pareti, tra le quali hanno potuto, solo per pochi giorni, modellare un mondo a semplice immagine e somiglianza di uomo e don-na, forse più di lei che di lui, detto fra parentesi, ma, visto che sono stati entrambi così perentori rigu-ardo ai loro futuri incontri, basta avere la pazienza di aspettare il luo-go e l'ora in cui, insieme, affronte-ranno il mondo fuori del portone, dove già si domandano con inquie-tudine, Che cosa sta succedendo lì dentro, e non è certo a bagordi letterecci che stanno pensando. Dopo aver mangiato, Maria infilò i sandalli a Gesù e gli disse, Devi andare, se vuoi arrivare a Nazaret prima di sera, Addio, disse Gesù e, presi bisaccia e bastone, uscì nel cortile. Il cielo era rannuvolato come una fodera di lana sporca, per il Signore non doveva essere facile capire, dall'alto, che cosa stessero facendo le Sue pecore. Gesù e Maria di Magdala si salutarono con un abbraccio che sembrò interminabile, si baciarono anche, ma con minor indugio, e non c'è da stupirsi, mica si usava tanto a quel tempo.

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sabato 8 novembre 2025

diciassette

nei quindici
no
nei diciassette 
in anelito ascendente
you, I know
salire
If I could
ritmo e discesa

luciopicca

sabato 1 novembre 2025

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Laocoonte

Scappiamo, Eneide - libro II

Scappiamo pallidi in volto. Quelli in schiera sicura vano su Laocoonte; e anzitutto entrambi i serpenti, abbracciati i piccoli corpi dei due figli li avvolgono e divorano col morso le misere membra; poi afferran lui stesso che accorre e porta le armi e lo legano con enormi spire; e ormai abbracciatolo due volte nel mezzo, due volte circondatogli il collo con gli squamosi dorsi lo superan con testa ed alti colli.

Egli tenta con le mani divellere i nodi macchiate le bende di bava e nero veleno, insieme alza alle stelle terribili grida: quali i muggiti, quando un toro ferito sfugge l'altare e scuote dal capo la scure incerta.

Ma i draghi gemelli di corsa fuggono ai sommi templi e cercano la rocca della crudele tritonide, si nascondono sotto i piedi della dea e sotto il cerchio dello scudo.