046 luciopicca
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perversità del mondo
destino
denaro, ossessione
lavoro, pena
infedeltà, vita
mondo invisibile
quindici storie
gente di Dublino
Joyce
cultura, religione, verità
ombre e luci essenziale
sordide, statiche, perverse
presenze
la veglia di funnigan
Nora barbale
gnomone, Euclide
rosacroce
ricoprono ombrelli
complesse e arcane
l'oro fulvo d'un gran banco di nubi
nannie
assaggiare il mio sherry
l'inutile calice
qualcosa in lui non andava
Joe dillon
ya, yaka
scrivono per bere
mahony
ringsend
scappare via sul mare
dodder
i giorni della scuola
poesia di thomas moore
ripetere a memoria
la mente gira lenta lenta
intorno alla stessa orbita
strambo
girare lentamente quel nuovo centro
senza sbocco
north richmond street
via tranquilla
memoria di vidocq
viola cangiante
deboli aloni di luce
lezzo degli immondezzai
arabia, bazar splendido
pensavo poco al domani
la sera invadeva il viale
cretonne
poppie
si sentiva in lontananza
un organetto
era un motivo che conosceva
derevann seraun
I Temi Portanti di Gente di Dublino
Joyce dipinge la capitale irlandese come il centro di una profonda paralisi morale, spirituale e sociale.
Perversità, destino, denaro, lavoro come pena: I personaggi sono intrappolati in vite sordide e statiche, schiavi della routine e dell'ossessione per il denaro o per una rispettabilità soffocante.
Il mondo invisibile e le presenze: Dublino è una città di fantasmi. I vivi sembrano morti, e i morti (o le ombre del passato) governano i vivi.
Cultura, religione, verità: La Chiesa Cattolica e la rigida morale sociale sono le forze che stringono la città in una morsa.
1. Il primo racconto: Le Sorelle (The Sisters)
I tuoi appunti toccano i punti nevralgici della storia del vecchio sacerdote paralizzato, Padre Flynn, e del ragazzino che lo frequentava.
Lo gnomone di Euclide: Una delle tre parole (insieme a paralisi e simonia) che ossessionano il protagonista nelle prime righe. Lo gnomone è una figura geometrica incompleta, simbolo della frammentarietà delle vite dublinesi.
"Qualcosa in lui non andava" / "L'inutile calice": Si riferisce al crollo nervoso di Padre Flynn, iniziato quando ruppe accidentalmente il calice della messa. Da lì, la sua mente ha iniziato a cedere.
Nannie ed Eliza: Le sorelle anziane del prete, che accolgono il ragazzo dopo la morte del sacerdote.
"Assaggiare il mio sherry": L'offerta rituale e un po' vuota di conforto che le sorelle fanno alla zia del ragazzo durante la veglia funebre.
2. Il secondo racconto: Un'incontro (An Encounter)
Il tema è la fuga (fallita) dalla routine scolastica e la scoperta della perversità del mondo adulto.
Joe Dillon e Mahony: I compagni di scuola del protagonista. Con Joe giocano agli indiani ("ya, yaka"), mentre con Mahony il protagonista marina la scuola.
Ringsend e il fiume Dodder: Le tappe della loro scommessa e della loro esplorazione verso il porto, con il desiderio di "scappare via sul mare" per vedere i marinai dagli occhi verdi.
I giorni della scuola, la mente che gira lenta nell'orbita: La noia opprimente delle lezioni.
Lo "Strambo" (The Queer Old Josie): L'uomo anziano che i due ragazzi incontrano. All'inizio sembra un vecchio eccentrico che parla di letteratura (la poesia di Thomas Moore), ma presto rivela una mente perversa, fissata con le punizioni corporali e i ragazzi, costringendo il protagonista a una fuga psicologica prima che fisica.
3. Il terzo racconto: Arabia (Araby)
La transizione dall'idealismo romantico dell'infanzia alla cocente disillusione della realtà.
North Richmond Street: La via cieca ("senza sbocco"), tranquilla e cupa dove abita il protagonista.
Le memorie di Vidocq: Uno dei libri lasciati nella casa dal precedente inquilino (un prete defunto).
La sera invadeva il viale / Deboli aloni di luce / Lezzo degli immondezzai: Il contrasto tipico joyciano tra lo squallore urbano di Dublino e la luce mistica con cui il ragazzo idealizza la sorella di Mangan (il suo primo amore).
Arabia (Araby): Il bazar splendido e orientale che il ragazzo immagina come un luogo magico. Ci andrà troppo tardi, trovandolo buio, spento, mentre i mercanti contano i soldi, scoprendo l'inutilità dei suoi sogni.
4. Flashback: Eveline e la vita di Joyce
Alcuni dei tuoi appunti si spostano sul quarto racconto e sulla biografia dell'autore.
Cretonne, Poppie, l'organetto lontano: Sono gli elementi di Eveline. La ragazza è seduta alla finestra, sente l'odore della polvere delle tende di cretonne e ascolta un organetto di Barberia che suona la melodia sentita la notte in cui morì sua madre.
"Derevaun seraun": Le enigmatiche ultime parole della madre di Eveline prima di morire nella follia. Joyce non ne ha mai chiarito il significato (forse gaelico distorto che significa "la fine del piacere è il dolore").
Nora Barnacle: La compagna di una vita di Joyce. Il loro primo appuntamento (il 16 giugno 1904) è il giorno in cui è ambientato l'intero Ulisse (il Bloomsday).
Finnegans Wake ("La veglia di Finnegan"): L'ultima, complessa e arcana opera di Joyce, dove il linguaggio si dissolve nel sogno e nel mito, citata nei tuoi appunti.
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