giovedì 13 ottobre 2016

Un'idea dell'India


Un’idea dell’India
Alberto Moravia

Come indiano ti direi: l'Europa, quel continente dove
l'uomo è convinto di esistere e di essere al centro del mondo,
e il passato si chiama storia, e l'azione è preferita alla contemplazione;
l'Europa dove si crede comunemente che la vita val
la pena di essere vissuta e il soggetto e l'oggetto convivono in
buona armonia, e due illusioni come la scienza e la politica
sono prese sul serio e la realtà non nasconde niente, eppure,
non per questo, è niente; l'Europa che cosa ha a che fare con
la religione?

lunedì 3 ottobre 2016

Processione dei cechi

processione dei ciechi - pieter bruegel


Così la mia nazione è ritornata al punto
di partenza, nel ricorso dell'empietà.
E, chi non crede in nulla, ne ha coscienza,

e la governa. Non ha certo rimorso,
chi non crede in nulla, ed è cattolico,
a saper d'essere spietatamente in torto.

Usando nei ricatti e i disonori
quotidiani sicari provinciali,
volgari fin nel più profondo del cuore,

vuole uccidere ogni forma di religione,
nell'irreligioso pretesto di difenderla:
vuole, in nome d'un Dio morto, essere padrone.

Qui, tra le case, le piazze, le strade piene
di bassezza, della città in cui domina
ormai questo nuovo spirito che offende

l'anima ad ogni istante, - con i duomi,
le chiese, i monumenti muti nel disuso
angoscioso che è l'uso d'uomini

che non credono - io mi ricuso
ormai a vivere. Non c'è più niente
oltre la natura - in cui del resto è diffuso

solo il fascino della morte - niente
di questo mondo umano che io ami.
Tutto mi dà dolore: questa gente

che segue supina ogni richiamo
da cui i suoi padroni la vogliono chiamata,
adottando, sbadata, le più infami

abitudini di vittima predestinata;
il grigio dei suoi vestiti per le grigie strade;
i suoi grigi gesti in cui sembra stampata

l'omertà del male che l'invade;
il suo brulicare intorno a un benessere
illusorio, come un gregge intorno a poche biade;
[…]

nei loro lineamenti quasi umani
di grigio mattone o smunto cotto:
tutto distrugge la volgare fiumana

dei pii possessori di lotti:
questi cuori di cani, questi occhi profanatori,
questi turpi alunni di un Gesù corrotto

nei salotti vaticani, negli oratori,
nelle anticamere dei ministri, nei pulpiti:
forti di un popolo di servitori.


pasolini

venerdì 30 settembre 2016

Voglio



-...per ottenere ciò che voglio
-perchè lo voglio?
-perchè mi hanno detto che è una virtù volerlo

Pasolini

lunedì 19 settembre 2016

New York


New York - Pier Paolo Pasolini

«L'aspetto più importante di questa città è la miseria.»
«Miseria?! A New York?!»
Non una miseria economica, la miseria di chi non ha da mangiare una miseria, ecco, psicologica.

Una voragine. Ma ovunque ti affacci, in America, in un'anima come in una strada come in un ambiente, ti affacci su una voragine. Quasi tu ti sporgessi da un grattacielo.


martedì 6 settembre 2016

giovedì 11 agosto 2016

A cavallo

a cavallo
c’è stato un tempo in cui credevamo di saperlo, credevamo che quando il testo diceva, sul tavolo c’era un bicchiere d’acqua, ci fosse davvero un tavolo e sopra il tavolo un bicchiere d’acqua, e ci bastava guardare nello specchio di parole del testo per vederli, tutto questo è finito, lo specchio di parole s’è infranto irreparabilmente, a quanto pare, jm coetzee
poesia assassinata dalla società
tivvù
la natura ignora gli eventi
i contadini, concepiscono la loro vita come qualcosa che si iscrive spontaneamente nel ciclo della natura attraverso la necessità del lavoro, della sussistenza e riproduzione materiale, e contano i loro giorni come un ricorrere di gesti rituali e immodificabili, la zappatura, la semina, il raccolto, la nutrizione gli animali
necessità e contingenza
credenze, aspettative, desideri, speranze
alimentare il computer
molteplicità turbinosa e stordente
fredda dissezione oculare
luciopicca

venerdì 5 agosto 2016

...vita buona

Per vivere una vita buona, l’individuo non deve esprimere la propria identità, creare, lasciare un’opera, un gesto speciale, una traccia personale del proprio unico e irripetibile passaggio nel mondo: la pretesa che ogni io goda di una singolarità irriducibile, di una diversità da preservare e difendere come un oggetto prezioso, è una concezione erronea della natura, un falso mito moderno.
Barbara Carnevali