venerdì 13 gennaio 2017

la superficie delle cose


Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose, – conclude – ci si può spingere a cercare quel che c’è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile.


 (Palomar - Italo Calvino)




giovedì 12 gennaio 2017

Ingranaggi


Quello che veramente ognuno di noi è ed ha, è il passato; quello che siamo e abbiamo è il catalogo delle possibilità non fallite, delle prove pronte a ripetersi. Non esiste un presente, procediamo ciechi verso il fuori e il dopo, sviluppando un programma stabilito con materiali che ci fabbrichiamo sempre uguali. Non tendiamo a nessun futuro, non c’è niente che ci aspetta, siamo chiusi tra gli ingranaggi d’una memoria che non prevede altro lavoro che il ricordare se stessa.
 

(Ti con zero - Italo Calvino)


architettura interna

calvino - tullio pericoli

La vita d’una persona consiste in un insieme d’avvenimenti di cui l’ultimo potrebbe anche cambiare il senso di tutto l’insieme, non perché conti di più dei precedenti ma perché inclusi in una vita gli avvenimenti si dispongono in un ordine che non è cronologico, ma risponde a un’architettura interna. 

(Palomar - Italo Calvino)


senza sella


senza sella
assenza di fondamenti stabili
accettazione del mondo, gaia scienza dell’uomo guarito dal male delle trascendenze
eppure stamattina sul giornale di bordo che sfoglio ci batte un sole giovane, scorrono via le pagine e le immagini, e son tutte belle, così come viene, così come capita, così gioiose di ciò che fugge
la sfrenata libertà del particolare
condanna di qualsiasi ragione che sia creatrice di forme
matematizzazione
natura, cura, e insieme corrosione
falso mito della meritocrazia
ordinare, classificare, calcolare, sottoporre a controllo, dissipare le zone d’ombra, identificare l’indistinto, bandire l’ambiguo
cose, persone, collettività, situazioni, categorie della mente
la sollecitazione della cooperazione delle vittime
accettazione incondizionata della diversità dell’altro e del suo diritto alla propria diversità
è massimamente utile sfruttare ciò che la massa crede sia verità
panem et circenses, pane e spettacoli
nel 1630 durante la peste in italia quasi tutti credevano negli untori
post-verità, post-cultura
storytelling
consonanza narrativa
eyes wide shut
censura dal mercato
ciò che non si condivide viene letto come menzogna
è vero ciò che è utile


luciopicca


Anastasia

Anastasia



Di capo a tre giornate, andando verso mezzodì, l'uomo s' incontra ad Anastasia, città bagnata da canali concentrici e sorvolata da aquiloni. Dovrei ora enumerare le merci che qui si comprano con vantaggio: agata onice crisopazio e altre varietà di calcedonio; lodare la carne del fagiano dorato che qui si cucina sulla fiamma di legno di ciliegio stagionato e si cosparge con molto origano; dire delle donne che ho visto fare il bagno nella vasca d'un giardino e che talvolta invitano - si racconta - il passeggero a spogliarsi con loro e a rincorrerle nell'acqua. Ma con queste notizie non ti direi la vera essenza della città: perché mentre la descrizione di Anastasia non fa che risvegliare i desideri uno per volta per obbligarti a soffocarli, a chi si trova un mattino in mezzo ad Anastasia i desideri si risvegliano tutti insieme e ti circondano. La città ti appare come un tutto in cui nessun desiderio va perduto e di cui tu fai parte, e poiché essa gode tutto quello che tu non godi, a te non resta che abitare questo desiderio ed esserne contento. Tale potere, che ora dicono maligno ora benigno, ha Anastasia, città ingannatrice: se per otto ore al giorno tu lavori come tagliatore d'agate, onici, crisopazi, la tua fatica che dà forma al desiderio prende dal desiderio la sua forma, e tu credi di godere per tutta Anastasia mentre non ne sei che lo schiavo.




Le Città Invisibili di Italo Calvino



caos - lettino

lettino - gianfranco ferroni


"Il caos è una non intuibile
percezione di perfezione"


Gianfranco Ferroni


non me lo ricordo



- Raccontatemi allora il vostro sogno.
- Ho una piccola cassetta di palissandro in cui conservo i manoscritti, le lettere,
gli oggetti cari perchè legati a ricordi, così ecco che siedo davanti alla cassetta
e sfoglio le pagine. D'un tratto tra di esse qualcosa brilla... Una piccola stellina.
Allora ho iniziato a sfogliare più lentamente le pagine.
E... infine ho trovato un piccolo brillante, ma tanto luminoso e splendente...
- E cosa avete fatto?
- Questo è il problema, non me lo ricordo.


Anna Grigor'evna e Fedor Michajlovic Dostoevskij