lunedì 16 gennaio 2017
002 nonsense
luciopicca
external reality mediated by devices
miniatures escape fantasies
l'arrivée d'un train en gare de la ciotat
logic of the database
la réalité extérieure à médiation par des dispositifs
miniatures échapper fantasmes
l'arrivée d'un train en gare de la ciotat
la logique de la database
äußere realität durch geräte vermittelt
miniaturen entkommen phantasien
die ankunft eines zuges auf dem bahnhof in la ciotat
logik der datenbank
realidad externa mediada por los dispositivos
miniaturas escapan fantasías
l'arrivée d'un tren en gare de la ciotat
lógica de la base de datos
luciopicca
venerdì 13 gennaio 2017
Despina
DESPINA
In
due modi si raggiunge Despina: per nave o per cammello. La città si presenta
differente a chi viene da terra e a chi dal mare.
Il
cammelliere che vede spuntare all'orizzonte dell'altipiano i pinnacoli dei
grattacieli, le antenne radar, sbattere le maniche a vento bianche e rosse,
buttare fumo i fumaioli, pensa a una nave, sa che è una città ma la pensa come
un bastimento che lo porti via dal deserto, un veliero che stia per salpare, col
vento che già gonfia le vele non ancora slegate, o un vapore con la caldaia che
vibra nella carena di ferro, e pensa a tutti i porti,alle merci d'oltremare che
le gru scaricano sui moli, alle osterie dove equipaggi di diversa bandiera si
rompono bottiglie sulla testa, alle finestre illuminate a pian terreno, ognuna
con una donna che si pettina.
Nella
foschia della costa il marinaio distingue la forma d'una gobba di cammello,
d'una sella ricamata di frange luccicanti tra due gobbe chiazzate che avanzano
dondolando, sa che è una città ma la pensa come un cammello dal cui basto
pendono otri e bisacce di frutta candita, vino di datteri, foglie di tabacco, e
già si vede in testa a una lunga carovana che lo porta via dal deserto del mare,
verso oasi d'acqua dolce all'ombra seghettata delle palme, verso palazzi dalle
spesse mura di calce, dai cortili di piastrelle su cui ballano scalze le
danzatrici, e muovono le braccia un po' nel velo e un po' fuori dal
velo.
Ogni
città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone; e così il cammelliere e
il marinaio vedono Despina, città di confine tra due deserti.
Italo
Calvino, Le città
invisibili
l’intreccio, incasellato
l’intreccio, incasellato
il vento soffia dove vuolela quotidianità tiene molto lontani
nativi digitali
madrelingua internet
rete – terza famiglia
luogo non luogo
dalle piazze reali bisogna stare alla larga
capita che le cose siano conseguenza dei nomi
i chiasmi sono incroci delicati
venere aveva un segno particolare che divenne il suo emblema - un leggero strabismo divergente, lo strabismo di venere
un occhio guarda te, l’altro cerca altrove
per quanto possiamo anelarvi, non torneremo nel ventre materno
l’origine del mondo, il capolavoro courbetiano del 1866, ha subito nel 2011 la censura di facebook
l’arte che ci stupra per fecondarci la visione
la donna desiderata è il sole che dissipa la nebbia estesa dell’infelicità
festa disperata della carne
rovescia pure la verità come un guanto
sarà fuggita altrove
la voluttà appartiene al tragitto, non alla destinazione
voluttuoso è sia il valico che l’indugio sul crepaccio
…feroce combattimento tra lupi
la sola cosa sacra, la merce
diversi ritmi, diversa intensità
esperienza della non-onnipotenza
ciò che si esprime attraverso il linguaggio
non può esprimersi nel linguaggio
ludwig wittgenstein
l’inesprimibile è all’origine dell’espressione artistica
luciopicca
fede
«Quando non si è sinceri bisogna fingere, a forza di fingere si finisce per credere; questo è il principio di ogni fede.»
Gli Indifferenti
Alberto Moravia
Alberto Moravia
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