lunedì 6 febbraio 2017

Imitatio aquilae


Pier Paolo Pasolini, da "L’aigle",“L’uomo bianco o Totò al circo” (1965-1966) - Uccellacci e uccellini
"ERETICO & CORSARO"



Pier Paolo Pasolini
da "L’aigle",“L’uomo bianco o Totò al circo” (1965-1966)

Uccellacci e uccellini



 " L'aigle " doveva essere l'ultimo episodio di " Uccellacci e uccellini " denominato anche " Totò al circo ". 
Le sequenze mostrano un domatore francese, monsieur Courneau (Totò), nel tentativo di addomesticare un'aquila. Ovviamente è un tentativo inutile al punto che lo stesso monsieur Courneau (Totò), alla fine, sarà lui a trasformarsi in un uccello.


[…]
18 ARENA DEL “GRAND CIRQUE”



Interno. Giorno.

L’aquila è sul suo trampolo in mezzo all’arena del “Grand Cirque de France”. Le scalinate intorno sono vuote, ma l’arena è piena di tutto ciò di cui il circo è fiero: bestie e pagliacci. Ogni bestia e ogni pagliaccio nella sua gabbia. M. Courneau guarda l’aquila, conciliante e sereno.

M. COURNEAU – Ecco, questi sono i tuoi fratelli!

Descrizioni rapide di bestie e di pagliacci dentro le loro gabbie.

M. COURNEAU – Voglio dimostrarti come essi abbiano accettato di entrare in rapporto con l’uomo bianco civile, e come esso ha costituito per essi l’unico possibile modello di vita, voilà!

Si avvicina a una gabbia, dove in un cartello è scritto COCCODRILLO DEL CONGO.

M. COURNEAU – (all’aquila) Ti prego di prestare attenzione. (al coccodrillo del Congo) Monsieur le Crocodile du Congo. (parla in francese)

Didascalia: Qual è il più grande desiderio della vostra vita?

COCCODRILLO DEL CONGO – (parla in francese)

Didascalia: Ma naturalmente, studiare a Bruxelles e ottenere il baccalaureato!

M. COURNEAU – (all’aquila, intenzionale) Il baccalaureato, hai capito?

M. Courneau si avvicina ora alla gabbia con dentro una scimmia, col cartello SCIMPANZÈ DEL RUANDA.

M. COURNEAU – Monsieur le Chimpansé du Ruanda. (parla in francese)

Didascalia: Qual è la vostra speranza?

SCIMPANZÈ DEL RUANDA – (parla in francese)

Didascalia: Andare a lavorare in una miniera a Lille, guadagnare dei soldi e aprire una sala di “coiffeur”.

Cartello: PITONE DELLE AMAZZONI.

M. COURNEAU – Et vous, Monsieur le Python?

PITONE – (parla in francese)

Didascalia: Oh, io! Andare a Parigi, nella bottega di un grande sarto, Christian Dior, Courrèges…

Cartello: JENA DEL SAHARA.

M. COURNEAU – Et vous, Madame la Hyène du Sahara?

JENA – (parla in francese)

Didascalia: Andare a Roma, e fare del giornalismo!

Cartello: LEONE D’ALGERIA… Ma il leone non c’è: la gabbia è vuota. M. Courneau ha compiuto distrattamente una gaffe.

M. COURNEAU – Ehm… ehm…

Cartello : CAMMELLO DEL GHANA.

M. COURNEAU – Et vous, monsieur le Chameau du Ghana?

CAMMELLO – (parla in francese)

Didascalia: Conoscere tutta la grande cultura europea, da Marx a Lévi-Strauss, e andare a insegnarla nella capitale del mio paese!

Cartello: PAGLIACCIO MEDITERRANEO.

M. COURNEAU – Et vous, s’il vous plaît, Monsieur le Pantin Méditerranéen?

PAGLIACCIO MEDITERRANEO – (parla in francese)

Didascalia: Ballare la Pirimpella-pirimpà, la nostra danza nazionale, davanti alla Regina d’Inghilterra!

M. Courneau si avvicina pieno di malcelata speranza all’aquila, e parla, controllandosi, con calma, con terribile calma:

M. COURNEAU – Ecco, naturalmente è chiaro che i tuoi desideri possono anche non essere così modesti. Puoi anche desiderare di venire a Parigi, a Londra, a Roma a studiare filosofia o matematiche: ma accetta il nostro mondo anche per rifiutarlo! Di’ una parola! Parla!

E l’aquila zitta.

M. COURNEAU – Parla!

E l’aquila zitta.

M. COURNEAU – (urlando come un pazzo) Parla!

E l’aquila zitta. M. Courneau è allora preso da una crisi che, evidentemente, lo trascina fuori di sé fino a renderlo momentaneamente incapace di intendere e di volere.

M. COURNEAU – Aveva ragione Hitler! Aveva ragione Hitler! Come lui bisognava fare! Con voi, razze inferiori, partigiani, zingari, pederasti, mistici! I campi di concentramento, le camere a gas, ecco quello che vi ci vuole! L’OAS, l’OAS aveva ragione! Le torture, per farvi parlare! L’OAS, l’OAS! Bisognava strapparvi le unghie, bruciarvi i testicoli con le scariche elettriche, bestie! L’OAS, l’OAS!

E urlando selvaggiamente queste parole, cade a terra, svenuto, forse colpito da infarto, smaniando, lamentandosi, rantolando. Monique lo raccoglie tra le braccia, guardando ora con disperazione lui, ora con rabbia da Medea l’aquila. Che tace. Anche Ninetto si butta sul corpo selvaggiamente sussultante del suo principale, e gli fa aria, gli da schiaffetti, impressionato e un po’ commosso. Infine, trascinato da un irresistibile moto di sentimenti, rivolto all’aquila, da uomo a uomo:

NINETTO – E ‘namo, e daje! Essi brava, fa’ ‘sto sforzo! Che, lo voi fa morì, ‘sto poraccio? Ma non te fa pena? Ammazzete, quanto sei!

E si richina sul suo principale fuori di sé. Ma ecco che, stridente e potente, si alza fuori campo una voce.

VOCE DELL’AQUILA – Volete proprio sapere quello che faccio?

I tre, fulminati, si voltano verso di lei. M. Courneau si rialza a sedere guardandola come si guarda una divinità.

L’AQUILA – Prego!

Dissolvenza.




19 SACRARIO DEL “GRAND CIRQUE”

Interno. Giorno.

L’aquila, di nuovo muta. Eppure in qualche modo, per aver parlato, meno inattaccabile. Il suo occhio ha qualcosa di umano. M. Courneau – con accanto Ninetto e forse Monique – è davanti a lei. Ma in lui c’è qualcosa di cambiato. Intanto non è più sontuosamente vestito da domatore: ma è vestito umilmente di scuro, con un colletto bianco aperto, il che gli toglie ufficialità, e gli dà un’aria raccolta – la stessa di certi preti “moderni”.

M. COURNEAU – Ho capito, tra il mondo della civiltà occidentale e il tuo mondo… il Terzo Mondo… c’è di mezzo la religione… Che io non posso concepire, ma devo farlo… E forse… forse… forse… forse… forse… forse…

E’ seduto, e ha in mano un libro. Si trova nel momento di raccoglimento che assume chi sta per leggere qualcosa di importante: e poi, come certi attori, a testa e occhi bassi, e a voce spenta, dice l’autore e il titolo di ciò che sta per leggere: Pascal, Pensées.

M. COURNEAU – (testo di Pascal)

Letta la prima frase, egli dà un’occhiata all’aquila, piena di speranza. L’aquila è là muta (ma misteriosamente meno disumana): e Ninetto, lui, si è già addormentato.

M. COURNEAU – (va avanti col testo di Pascal)

Un’altra occhiata all’aquila. Ninetto che russa.

M. COURNEAU – (legge una terza frase di Pascal)

Mentre legge, da lontano lontano comincia a echeggiare un dolce e profondo commento musicale […] Prime note sommesse – poi sempre più forti – di un brano della Passione secondo San Giovanni. M. Courneau continua a leggere, ma i suoi occhi vedono…




20 MONTI DELL’AQUILA

Esterno. Giorno.

Una immagine o due, fugaci, quasi inafferrabili, di solitudini desertiche, montane. Motivo della Passione secondo San Giovanni, che subito dilegua.




21 SACRARIO DEL “GRAND CIRQUE”

Interno. Giorno.

Svanita subito la visione delle solitudini, dei regni dell’aquila, M. Courneau è lì che continua a leggere.

M. COURNEAU – (continua la lettura di Pascal)

Ninetto dorme pacifico, sbragato su una sedia. Anche l’aquila ripone il capo sotto l’ala.

Dissolvenza.



22 SACRARIO DEL “GRAND CIRQUE”

Interno. Giorno.

L’aquila. M. Courneau davanti a lei, con un altro libro in mano. Egli si rivolge alla bestia come intimidito, come con la paura trepidante di sbagliare con lei ancora un volta.

M. COURNEAU – Ho pensato… ho pensato… che il testo di Pascal forse era troppo specialistico… (vergognandosi) un po’ noioso… vecchio… Ho qui un’altra cosa… (esibisce timidamente il nuovo libro) non è un testo religioso vero e proprio… è poesia… e perciò a suo modo religiosa… (legge il titolo del libro) Rimbaud, Une saison en enfer.

Ninetto piomba addormentato sulla sedia, e si abbandona a un dolce sonno.

M. COURNEAU – (legge versi di Rimbaud)

E sbircia l’aquila assonnata

M. COURNEAU – (legge versi di Rimbaud)

Come il giorno prima, la musica risorge, remota: e gli occhi di M. Courneau vedono…


23 MONTI DELL’AQUILA

Esterno. Giorno.

Nuove immagini di solitudini deserte e eccelse. Ma stavolta indugiano un po’ a lungo, prima di scomparire. E c’è un movimento verso di esse, come un movimento di volo… Lieve risuona il motivo della Passione secondo San Giovanni. Poi, nell’atto di essere attinte dal volo, le solitudini dei regni dell’aquila, scompaiono.




24 SACRARIO DEL “GRAND CIRQUE”

Interno. Giorno.

M. Courneau, sparita la visione, continua a leggere un attimo, poi… rialza gli occhi verso l’aquila e, come se fosse per la prima volta, la guarda. L’aquila. Ninetto, che mangia dei bruscolini. M. Courneau che “osserva” l’aquila, come rapito, come preso da una morsa interiore, da un inizio di trance. Si scuote e ricomincia a leggere…

M. COURNEAU – (legge alcune parole di Rimbaud)

Ma si interrompe subito: e ricomincia a osservare, a studiare l’aquila, con tanta attenzione che, meccanicamente, assume la sua posizione, si potrebbe dire la sua espressione. Si riscuote ancora una volta, ricomincia a leggere.

M. COURNEAU – (legge versi di Rimbaud)

Ninetto mastica bruscolini, cullato dai versi incomprensibili. Ma, di nuovo, la voce di Courneau tace. M. Courneau ora è muto, davanti all’aquila, e la osserva attentamente, in uno status di raptus. Ninetto a sua volta guarda a lungo, interrogativo, M. Courneau, che non si muove. Allora Ninetto, un po’ imbarazzato, allunga verso M. Courneau il pacchetto dei bruscolini.

NINETTO – Che, volete du’ bruscolini, messiè Courneau?

Dissolvenza.




25 SACRARIO DEL “GRAND CIRQUE”

Interno. Giorno.

Questa volta M. Courneau è ancora più rassegnato e intimidito. Agisce quasi in uno stato meccanico di inerzia e di dissociazione. Parla all’aquila (che è sempre là, di nuovo ineluttabilmente muta) con voce monotona e quasi spenta.

M. COURNEAU – Ho pensato… che un testo religioso più attuale… di carattere insieme ufficiale e autentico…

Ninetto piomba addormentato.

M. COURNEAU – Insomma, ti interesserebbe di più… (legge il titolo) Pacem in terris.

Ninetto dorme saporitamente, mentre M. Courneau legge l’enciclica.

M. COURNEAU – (legge le prime parole dell’enciclica)

Ecco le lontane, fioche note della Passione secondo san Giovanni, e gli occhi di M. Courneau vedono…




26 MONTI DELL’AQUILA

Esterno. Giorno.

Questa volta il volo è spiccato. Il punto di vista è da un elicottero che vola tra le montagne, e ora si avventa ora plana, ora scende ora sale senza fine. Musica della Passione secondo san Giovanni. Le immagini “viste da chi sta volando” sono stavolta lunghe e insistenti, come una visione che non si estingua, ma, alimentata dall’ebbrezza, si modifichi senza fine. E deserti pietrosi, nevi, cieli, immensità disabitate, si susseguono davanti agli occhi del volante, assetato di misteriose solitudini, di regni non umani. La musica del passo della Passione secondo san Giovanni ora risuona fortissima, potente, esaltante. Quando, dolcemente, le immagini dei mondi solitari e preumani si stingono, ecco M. Courneau…




27 SACRARIO DEL “GRAND CIRQUE”

Interno. Giorno.

…che guarda l’aquila esaltato. Il libro gli cade di mano: ed egli si mette appollaiato sullo schienale della sedia, nella stessa identica posizione dell’aquila, in una specie di rapita “imitatio aquilae”. Ninetto, anche stavolta, ridestato di soprassalto dal silenzio, apre gli occhi, e si trova davanti a quella insospettata immagine. Un po’ spaventato, un po’ divertito dalla straordinaria situazione, balza in piedi, strillando da svociarsi.

NINETTO – Madame Monique! Madame Monique! Venite a vede che sta a ffà vostro marito!

[…] Sopravviene Monique, che, già da tempo gelida col marito condannato all’insuccesso, ora lo osserva oggettivamente, con distacco. Mentre lei osserva M. Courneau, Ninetto snocciola le sue povere osservazioni, un po’ commosso per lo stato del suo principale, un po’ divertito:

NINETTO – Lo vedete come s’è messo?… Me sa tanto che ce vo’ er dottore… Me pare de coccio, nun se move pe’ niente… Ma che sta a ffà er fachiro? Me mette ‘na paura a me. Che, nun fate niente, voi, nun je dite niente?

Monique che ha capito tutto risponde con una sola parola:

MONIQUE – Merde!

Ma di scatto M. Courneau scende dalla sedia, e come un allucinato corre fuori dal Sacrario. Ninetto, tra pietoso e divertito, lo segue […] Sempre correndo e agitando ogni tanto le braccia come ali, M. Courneau fende la folla della stazione, verso i treni. E Ninetto, sfiatato che non gliela fa più, lo segue fedele […] Il treno accelerato corre lasciandosi indietro Roma, verso i monti. Sul tetto di un vagone, inalterabile, irriducibile, inattingibile, sta appollaiato M. Courneau […] Siamo in mezzo alle solitudini silenziose ed eccelse dei regni dell’aquila. M. Courneau viene correndo, in fondo alla vallata, ai piedi dei monti nevosi […] si ferma, si raccoglie, e agitando le braccia come ali, spicca il volo […].


Pier Paolo Pasolini, Eretico e Corsaro
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La boccia dei pesci





Muriel Barbery
 


… qualche verso di Racine con voce tremula


“Che il giorno ricominci, e che il giorno finisca senza che Tito possa  veder Berenice…”,


avrebbe notato che l’adolescente medio è abbastanza maturo per la tragedia d’amore.
Al liceo è già più difficile: l’età adulta fa capolino, si intuiscono già i modi di fare dei grandi,
ci si chiede quale ruolo e quale posto ci verrà assegnato in questa recita,
e qualcosa si è già guastato, la boccia dei pesci non è più molto lontana.


 

quattro fori, due grandi


quattro fori, due grandi
dolcezza, timore, disgusto
qualsiasi sistema di accordatura che permette di suonare in tutte le tonalità
moltiplicazione della dispersione, isolamento tecnologico, mutamento antropologico
solo ciò che è richiesto
solo ciò che ci si aspetta
corpo elettronico, il nostro
informazioni personali custodite in infinite banche dati
sistema onnipervasivo di controllo
potenzialità dell’immagine in formazione
dimensione dell’attesa
processi continui e ininterrotti che assoggettano i corpi, dirigono i gesti, reggono i comportamenti
io credo a quello che questo occhio meccanico mi mostra
il tempo dell’immagine, in svolgimento più che in movimento
l’occhio anonimo del drone
quell’ente assai poco conosciuto che noi chiamiamo materia
non bisogna confondere le cose della logica con la logica delle cose
tutto ciò che deborda, ogni paradosso e incertezza è percepito come l’elemento di disturbo del reale
chief operating officer
relazione con modelli, ci appaiono come il mondo stesso
si crede che il reale debba disciplinarsi e disporsi secondo griglie, modelli, concetti
rappresentazione in forma matematica
sistematica
tecnici al servizio di una visione economica del mondo
logica di tipo economico
persone, complesse, molteplici
non macchine che producono sintomi
economia, nuova natura
corpo umano, corpo sociale
luciopicca

cztery otwory, dwa dużeSłodycz, strach, wstrętkażdy system strojenia, który pozwala grać we wszystkich klawiszyMnożenie dyspersji, izolacja technologiczny, antropologiczneco jest wymagane tylkopo prostu to, czego można się spodziewaćCiało elektroniczny, naszaDane osobowe przechowywane w bazach danych niezliczonychKontroluj wszechobecne systemupotencjał tworzenia obrazuwielkość czekaćciągłe i nieprzerwane procesy, które podlegają podmioty, bezpośrednie gesty, zachowanie rządząMyślę, że to pokazuje mi oko mechanicznaczas obrazu przy wykonywaniu więcej niż w ruchuanonimowy oko dronaktóre są bardzo mało znane, że my nazywamy materiąnie wolno nam mylić rzeczy logiki z logiką rzeczywszystko, co przepełnia każdy paradoks i niepewność jest postrzegana jako element prawdziwego zaburzeniadyrektor operacyjnyModele relacji, wydaje się nam, jak sam światuważa się, że rzeczywista potrzeba zdyscyplinować się i układają się według Kraty, modele, koncepcjereprezentacja w postaci matematycznejsystematycznyTechnicy w służbie w światopoglądzie gospodarczegologika ekonomicznaLudzie, skomplikowane, stwardnienienie maszyny, które wywołują objawyekonomia, nowa naturaLudzkie ciało, ciało społeczneluciopicca


vier Löcher, zwei großeSüße, Angst, Ekeljede Tuning-System, das in allen Tonarten zu spielenDie Multiplikation der Dispersion, der technologischen Isolierung, anthropologischennur das, was erforderlich istgenau das, was man erwarten würdeelektronische Körper, unserePersönliche Informationen in unzähligen Datenbanken gespeichertSteuern Sie alle allgegenwärtigen SystemPotential des Bilderzeugungsdie Warte Größekontinuierliche und ununterbrochene Prozesse, die Gegenstand der Körper, Direkt Gesten, Verhalten regelnIch denke, was das mechanische Auge zeigt mirdie Zeit des Bildes, mehr bei der Ausführung als Bewegung inanonym Auge der Drohnedass nur sehr wenig bekannt ist, dass wir Materie nennenwir dürfen nicht die Dinge der Logik mit der Logik der Dinge verwirrenalles, was jedes Paradoxon und Unsicherheit sprudeln wird als Element der realen Störung wahrgenommenChief Operating OfficerBeziehungsmodelle, erscheinen uns als die Welt selbstes wird angenommen, dass die wirkliche Notwendigkeit, sich zu disziplinieren und ordnen sich Gitter nach, Modelle, KonzepteDarstellung in mathematischer FormsystematischTechniker in den Dienst einer wirtschaftlichen Weltsichtökonomische LogikMenschen, komplexe, mehrerekeine Maschinen, die Symptome erzeugenWirtschaft, neue Artmenschlichen Körper, soziale Körperluciopicca


quatre trous, deux grandsla douceur, la peur, le dégoûttout système de réglage qui permet de jouer dans toutes les clésMultiplication de la dispersion, l'isolation technologique, anthropologiqueseulement ce qui est nécessairetout ce que vous attendezcorps électronique, notreLes informations personnelles stockées dans les bases de données d'innombrablesContrôle omniprésent systèmele potentiel de la formation d'imagela taille d'attenteprocessus continu et ininterrompu qui soumettent les corps, les gestes directs, régissent le comportementJe pense que cet œil mécanique me montrele temps de l'image, en effectuant un mouvement plus queoeil anonyme du droneCela étant très peu connu que nous appelons matièreil ne faut pas confondre les choses de la logique avec la logique des chosestout ce qui déborde chaque paradoxe et de l'incertitude est perçue comme l'élément de désordre réelchef de l'exploitationmodèles de relation, nous apparaissent comme le mondeon pense que le besoin réel de se discipliner et s'organiser selon des grilles, des modèles, des conceptsreprésentation sous forme mathématiquesystématiquetechniciens au service d'une vision du monde économiquelogique économiquePersonne humaine, complexe, multiplepas des machines qui produisent des symptômeséconomie, nouvelle naturecorps humain, corps socialluciopicca


four holes, two largesweetness, fear, disgustany tuning system which allows to play in all keysMultiplication of the dispersion, technological insulation, anthropologicalonly what is requiredjust what you'd expectelectronic body, ourPersonal information stored in countless databasesControl all-pervasive systempotential of the image formationthe wait sizecontinuous and uninterrupted processes which subject the bodies, direct gestures, govern behaviorI think what this mechanical eye shows methe time of the image, in carrying out more than in movementanonymous eye of the dronethat being very little known that we call matterwe must not confuse the things of logic with the logic of thingseverything that overflows every paradox and uncertainty is perceived as the element of real disorderchief operating officerrelationship models, appear to us as the world itselfit is believed that the real need to discipline themselves and arrange themselves according grids, models, conceptsrepresentation in mathematical formsystematictechnicians at the service of an economic worldvieweconomic logicPeople, complex, multiplenot machines that produce symptomseconomy, new naturehuman body, social bodyluciopicca


cuatro orificios, dos grandesdulzor, miedo, disgustocualquier sistema de sintonización que permite jugar en todas las teclasLa multiplicación de la dispersión, el aislamiento tecnológico, antropológicossólo lo que se requierejusto lo que se esperaelectrónica del cuerpo, nuestraLa información personal almacenada en un sinnúmero de bases de datosControlar todo lo impregna sistemapotencial de la formación de la imagenel tamaño de esperaprocesos continuos e ininterrumpidos que someten los cuerpos, gestos directos, gobiernan el comportamientoCreo que lo que este ojo mecánico me muestrala hora de la imagen, al llevar a cabo más que en el movimientoojo anónimo del avión no tripuladoque siendo muy poco conocido que llamamos materiano hay que confundir las cosas de la lógica con la lógica de las cosastodo lo que se desborda cada paradoja y la incertidumbre se percibe como elemento de un gran desordenjefe de operacionesmodelos de relación, se nos presentan como el mundose cree que la verdadera necesidad de disciplinar a sí mismos y se ordenan de acuerdo rejillas, modelos, conceptosrepresentación en forma matemáticasistemáticoLos técnicos en servicio de una visión económica del mundológica económicaLa gente, compleja, múltipleno máquinas que producen síntomaseconomía, nueva naturalezacuerpo humano, cuerpo socialluciopicca


quatro orifícios, dois grandesdoçura, medo, nojoqualquer sistema de afinação, que permite jogar em todas as chavesMultiplicação da dispersão, o isolamento tecnológico, antropológicaapenas o que é necessárioapenas o que você esperariaeletrônica do corpo, a nossainformações pessoais armazenadas em inúmeras bases de dadosControlar tudo permeia sistemapotencial da formação de imagemo tamanho de esperaprocessos contínuos e ininterruptos que sujeita os corpos, gestos diretos, governam o comportamentoEu acho que o que este olho mecânico me mostrao tempo da imagem, na realização de mais do que em movimentoolho anónimo do zangãoo que foi muito pouco conhecido que chamamos matérianão devemos confundir as coisas da lógica com a lógica das coisastudo o que transborda a cada paradoxo e incerteza é percebido como o elemento de transtorno reaisdiretor de operaçõesmodelos de relacionamento, aparecem-nos como o próprio mundoAcredita-se que a real necessidade de disciplinar-se e organizar-se de acordo com grades, modelos, conceitosrepresentação em forma matemáticasistemáticotécnicos ao serviço de uma visão de mundo econômicológica econômicaPessoas, complexo, múltiplonão máquinas que produzem sintomaseconomia, nova naturezacorpo humano, corpo socialluciopicca


Ersilia

Ersilia


A Ersilia, per stabilire i rapporti che reggono la vita della città, gli abitanti tendono dei fili tra gli spigoli delle case, bianchi o neri o grigi o bianco-e-neri a seconda se segnano relazioni di parentela, scambio, autorità, rappresentanza. Quando i fili sono tanti che non ci si può più passare in mezzo, gli abitanti vanno via: le case vengono smontate; restano solo i fili e i sostegni dei fili.

Dalla costa d'un monte, accampati con le masserizie, i profughi di Ersilia guardano l'intrico di fili tesi e pali che s'innalza nella pianura. È quello ancora la città di Ersilia, e loro sono niente.

Riedificano Ersilia altrove. Tessono con i fili una figura simile che vorrebbero più complicata e insieme più regolare dell'altra. Poi l'abbandonano e trasportano ancora più lontano sé e le case.

Così viaggiando nel territorio di Ersilia incontri le rovine delle città abbandonate, senza le mura che non durano, senza le ossa dei morti che il vento fa rotolare: ragnatele di rapporti intricati che cercano una forma.

Italo Calvino, Le città invisibili

In Ersilia, to establish the relationships that sustain
the city's life, the inhabitants stretch strings from
the corners of the houses, white or black or gray or
black-and-white according to whether they mark a
relationship of blood, of trade, authority, agency.
When the strings become so numerous that you can
no longer pass among them, the inhabitants leave:
the houses are dismantled; only the strings and their
supports remain.
From a mountainside, camping with their household
goods, Ersilia's refugees look at the labyrinth of
taut strings and poles that rise in the plain. That is
the city of Ersilia still, and they are nothing.
They rebuild Ersilia elsewhere. They weave a similar
pattern of strings which they would like to be
more complex and at the same time more regular
than the other. Then they abandon it and take themselves
and their houses still farther away.
Thus, when traveling in the territory of Ersilia,
you come upon the ruins of the abandoned cities,
without the walls which do not last, without the
bones of the dead which the wind rolls away: spiderwebs
of intricate relationships seeking a form.


Italo Calvino. Invisible Cities



017 nonsense





accumulo di impegni
l’arrembaggio quotidiano non ammette troppi approfondimenti
senza lente sedimentazioni
poco spessore
luciopicca


accumulation of commitments
daily boarding does not admit too many
insights
no slow
sedimentation
little thickness
luciopicca



acumulación de compromisos
embarque diario no admite demasiadas ideas
sin sedimentación lenta
poco espesor
luciopicca



acúmulo de compromissos
boarding diária não admite muitas idéias
nenhuma sedimentação lenta
pouca espessura
luciopicca



l'accumulation des engagements
embarquement quotidienne ne reconnaît pas trop de connaissances
aucune sédimentation lente
peu d'épaisseur
luciopicca



Anhäufung von Verpflichtungen
tägliche Verpflegung nicht zugeben zu viele Einblicke
keine langsame Sedimentation
wenig Dicke
luciopicca



kumulacja zobowiązań
Codziennie pokład nie toleruje zbyt wiele spostrzeżeń
brak slow sedymentacji
mała grubość
luciopicca








venerdì 3 febbraio 2017

https://www.tumblr.com/dashboard





https://www.tumblr.com/dashboard

...da sé le proprie leggi


ANARCHIA DEL POTERE E MODELLO DI REALTÀ IN SALÒ O LE 120 GIORNATE DI SODOMA DI PASOLINI

FEDERICO SOLLAZZO

L’anarchia del potere e, si badi, la conseguente inesistenza della storia, non significa assenza di regole, bensì la capacità del potere di darsi da sé le proprie leggi.
 
Servitù volontaria (La Boétie).

Una servitù può infatti essere volontaria se e quando è consapevole, ma gli individui che oggi sono edonisticamente attratti da questo nuovo potere, pensano i pensieri del potere, parlano la lingua del potere, vestono i corpi che il potere fornisce loro, vivendo tutto questo come se fosse il frutto di una loro libera scelta


Non riesco a stilare una gerarchia, il film è talmente denso che dare la precedenza ad una sequenza significherebbe far torto alle altre. Posso però dire che personalmente sono rimasto molto colpito dall’ultima scena (forse perché quando la vidi per la prima volta non ero preparato). Quando la panoramica delle sevizie sul piazzale è accompagnata dalla musica dei Carmina Burana di Orff, e poi uno dei due ragazzi-guardiani allunga una mano su una radio e con un piccolo gesto delle dita cambia stazione, e si passa improvvisamente al motivetto di These foolish nights, sulle cui note i due iniziano spensieratamente a ballare. Mi sembra che questa scena indichi l’avvento di una nuova forma di potere, con una forza incomparabilmente maggiore alle forme precedenti di obliare anche il male più atroce, trasformandolo un ritornello orecchiabile, con un banale clic. Non è un caso che questa sia la scena finale, indica infatti una ben precisa dinamica storica delle contemporanee forme essenziali del potere, che va dal fascismo politico, al consumismo, alla tecnocrazia (e forse oggi già oltre quest’ultima).