lunedì 9 gennaio 2017
Maurilia
riflesso, riflettente
continuare a credere che anche il tacchino vola
il ritmo del dolore l'accento della libertà
trapassiamo direttamente dalla meccanicità del corpo alla falsità del linguaggio
ho bisogno di sfondare le pareti del me
la cicatrice è un segno, un apertura nella pelle
necessario è tendere
ogni figura, luogo e circostanza appare di sorpresa balzando fuori a un tratto
scegliamo sempre dei calzari, mai gli spazi aperti a piedi nudi
possesso della propria giovinezza
l’ora di parlare concretamente
dominandola, piuttosto che facendosi catturare
punto di non-stile
pensa per figure, inventa un concetto
amico del concetto, in potenza
sensibilia
lavora in potenza
concetto, non consenso
che l’essente sia
non servire a nulla
simulacro
rapporto tra concetto ed evento
promozione
libera attività creatrice
moltitudine
globalizzazione
sorvolo a velocità infinita
una molteplicità composta da un certo numero di variazioni intensive
percorse da un punto in stato di sorvolo
mutazioni, metamorfosi, visioni
luciopicca
venerdì 6 gennaio 2017
giovedì 5 gennaio 2017
Illusioni
E la ragione, facendo naturalmente amici
dell'utile proprio e togliendo le illusioni
che ci legano gli uni agli altri, scioglie
assolutamente la società, e inferocisce
le persone.
Zidaldone -22-, G. Leopardi
martedì 3 gennaio 2017
Poiesis
Ma io dico che tutt'altro potrá essere
contemporaneo, fuorché la poesia.
adoperare il linguaggio?
le passioni estinte.
(...)
Non si son mai veduti de' vecchi ritornar
fanciulli di mente.
Giacomo Leopardi
Tutto è nulla.
domenica 1 gennaio 2017
Inno ad Arimane
Ad Arimane
Re delle cose, autor del mondo, arcana
malvagità, sommo potere e somma
intelligenza, eterno
dator de' mali e reggitor del moto,
io non so se questo ti faccia felice, ma mira e godi ecc. contemplando eternam. ec.
produzione e distruzione ec. per uccider partorisce ec. sistema del mondo, tutto patiem. Natura è come un bambino che disfa subito il fatto. Vecchiezza. Noia o passioni piene di dolore e di disperazioni: amore.
I selvaggi e le tribù primitive, sotto diverse forme, non riconoscono che te. Ma i popoli civili ec. te con diversi nomi il volgo appella Fato, natura e Dio. Ma tu sei Arimane, tu quello che ec.
E il mondo civile ti invoca.
Taccio le tempeste, le pesti ec. tuoi doni, che altro non sai donare. Tu dai gli ardori e i ghiacci.
E il mondo delira cercando nuovi ordini e leggi e spera perfezione. Ma l'opra tua rimane immutabile, perché p. natura dell'uomo sempre regneranno L'ardimento e l'inganno, e la sincerità e la modestia resteranno indietro, e la fortuna sarà nemica al valore, e il merito non sarà buono a farsi largo, e il giusto e il debole sarà oppresso ec. ec.
Vivi, Arimane e trionfi, e sempre trionferai.
Invidia dagli antichi attribuita agli dei verso gli uomini.
Animali destinati in cibo. Serpente Boa. Nume pietoso ec.
Perché, dio del male, hai tu posto nella vita qualche apparenza di piacere? l'amore?… per travagliarci col desiderio, col confronto degli altri e del tempo nostro passato ec.?
Io non so se tu ami le lodi o le bestemmie ec. Tua lode sarà il pianto, testimonio del nostro patire. Pianto da me per certo Tu non avrai: ben mille volte dal mio labbro il tuo nome maledetto sarà ec.
Ma io non mi rassegnerò ec.
Se mai grazia fu chiesta ad Arimane ec. concedimi ch'io non passi il 7° lustro. Io sono stato, vivendo, il tuo maggior predicatore ec. l'apostolo della tua religione. Ricompensami. Non ti chiedo nessuno di quelli che il mondo chiama beni: ti chiedo quello che è creduto il massimo de' mali, la morte (non ti chiedo ricchezze ec. non amore, sola causa degna di vivere ec.). Non posso, non posso più della vita.
Giacomo Leopardi
(1833)

