venerdì 27 gennaio 2017

suona


suona
me stesso, significato falso
io altro
il pezzo di legno si ritrova violino
tutto, profumi, suoni, colori, pensiero che aggancia il pensiero e tira
io è, terza persona
il -se- senza accento, congiunzione
svalutazione dell’io
allevato un’orda di porci intelligenti
perla e porco
eutopico
assimilazione, unificazione, identificazione
differenti espressioni
nera pozza
terrori, bellezze inquietanti e paure
balconi antichi
panico che sfocia nel desiderio di realtà
pozzanghera nera e fredda
il nulla come entità ideale
contrariazione e sovrapposizione
avendoli inchiodati nudi ai pali di colore
l’occhio balordo dei lampioni
dove il bacio dorme
sciabordare aspro
acida polpa
stagni enormi, nasse
attraverso i miei legami fragili
parapetti antichi
nella natura e della natura
navigatori a vista
luciopicca


he plays
myself, false meaning
I more
the piece of wood he finds himself violin
everything, perfumes, sounds, colors, thought that engages the mind and pulls
I was the third person
the -se- without an accent, conjunction
ego devaluation
bred a horde of intelligent pigs
Pearl and pork
eutopic
assimilation, unification, identification
different expressions
black pool
terror, disturbing beauty and fears
ancient balconies
panic that flows into the desire to reality
puddle black and cold
Nothingness as an ideal entity
contrariazione and overlapping
having them naked nailed the color stakes
fool the eye of streetlights
where sleeps the kiss
sour sciabordare
sour pulp
huge ponds, fish traps
through my fragile bonds
ancient parapets
in nature and of nature
surfers to view
luciopicca

sonidos
a mí mismo, sentido falso
yo más
la pieza de madera que se encuentra el violín
todo, perfumes, sonidos, colores, pensaron que obliga a la mente y la tira
Yo era la tercera persona
la -SE- sin acento, conjuntamente
devaluación del ego
criados en una horda de cerdos inteligentes
Perla y cerdo
eutopic
asimilación, unificación, la identificación
diferentes expresiones
piscina negro
terror, inquietante belleza y temores
balcones antiguos
pánico que desemboca en el deseo de realidad
charco negro y frío
Nada como una entidad ideales
contrariazione y superposición
habiéndolos desnudo clavado las estacas de color
engañar a la vista de las farolas
donde duerme el beso
sciabordare agria
pulpa ácida
enormes estanques, trampas para peces
a través de mis frágiles lazos
parapetos antiguas
en la naturaleza y de la naturaleza
surfistas para ver
luciopicca

sons
moi-même, faux sens
Je plus
le morceau de bois il se trouve violon
tout, parfums, sons, couleurs, pensé qui engage l'esprit et tire
J'étais la troisième personne
l'-Se- sans accent, conjointement
dévaluation ego
engendré une horde de porcs intelligents
Pearl et le porc
eutopique
l'assimilation, l'unification, l'identification
diverses expressions
piscine noire
la terreur, perturbant la beauté et les craintes
balcons anciens
panique qui se jette dans le désir à la réalité
flaque d'eau noire et froide
Nothingness comme une entité idéale
contrariazione et le chevauchement
ayant nus clouées les enjeux de couleur
tromper l'oeil des lampadaires
dort le baiser
sciabordare aigre
pâte aigre
d'énormes étangs, des pièges à poissons
par mes liens fragiles
anciens parapets
dans la nature et de la nature
surfeurs pour voir
luciopicca


Klänge
mich, falsche Bedeutung
I mehr
das Stück Holz findet er sich Geige
alles, Düfte, Klänge, Farben, dachte, dass der Geist greift und zieht
Ich war die dritte Person
die -se- ohne Akzent, Verbindung
Ich Abwertung
eine Horde von intelligenten Schweine gezüchtet
Perle und Schweinefleisch
eutopischen
Assimilation, Vereinigung, Identifikation
verschiedene Ausdrücke
schwarz Pool
Terror, zu stören Schönheit und Ängste
alten Balkone
Panik, die in dem Wunsch zur Wirklichkeit fließt
Pfütze schwarz und kalt
Nichts als eine ideale Einheit
contrariazione und überlappende
nachdem sie nackt die Farbe Pfähle genagelt
täuschen das Auge des Straßen
wo schläft den Kuss
sauer sciabordare
sauer Zellstoff
große Teiche, Fischfallen
durch meine fragile Anleihen
alten Brüstungen
in der Natur und der Natur
Surfer zu sehen
luciopicca

Armilla


ARMILLA

Se Armilla sia così perché incompiuta o perché demolita, se ci sia dietro un incantesimo o solo un capriccio, io lo ignoro. Fatto sta che non ha muri, né soffitti, né pavimenti: non ha nulla che la faccia sembrare una città, eccetto le tubature dell'acqua, che salgono verticali dove dovrebbero esserci le case e si diramano dove dovrebbero esserci i piani: una foresta di tubi che finiscono in rubinetti, docce, sifoni, troppopieni. Contro il cielo biancheggia qualche lavabo o vasca da bagno o altra maiolica, come frutti tardivi rimasti appesi ai rami. Si direbbe che gli idraulici abbiano compiuto il loro lavoro e se ne siano andati prima dell'arrivo dei muratori; oppure che i loro impianti, indistruttibili, abbiano resistito a una catastrofe, terremoto o corrosione di termiti. 

Abbandonata prima o dopo essere stata abitata, Armilla non può dirsi deserta. A qualsiasi ora, alzando gli occhi tra le tubature, non è raro scorgere una o molte giovani donne, snelle, non alte di statura, che si crogiolano nelle vasche da bagno, che si inarcano sotto le docce sospese sul vuoto, che fanno abluzioni, o che s'asciugano, o che si profumano, o che si pettinano i lunghi capelli allo specchio. Nel sole brillano i fili d’acqua sventagliati dalle docce, i getti dei rubinetti, gli zampilli, gli schizzi, la schiuma delle spugne.

La spiegazione cui sono arrivato è questa: dei corsi d'acqua incanalati nelle tubature d'Armilla sono rimaste padrone ninfe e naiadi. Abituate a risalire le vene sotterranee, è stato loro facile inoltrarsi nel nuovo regno acquatico, sgorgare da fonti moltiplicate, trovare nuovi specchi, nuovi giochi, nuovi modi di godere dell'acqua. Può darsi che la loro invasione abbia scacciato gli uomini, o può darsi che Armilla sia stata costruita dagli uomini come un dono votivo per ingraziarsi le ninfe offese per la manomissione delle acque. Comunque, adesso sembrano contente, queste donnine: al mattino si sentono cantare.

Italo Calvino, Le città invisibili


Whether Armilla is like this because it is unfinished
or because it has been demolished, whether the cause
is some enchantment or only a whim, I do not know.
The fact remains that it has no walls, no ceilings, no
Boors: it has nothing that makes it seem a city, except
the water pipes that rise vertically where the
houses should be and spread out horizontally where
the Boors should be: a forest of pipes that end in
taps, showers, spouts, overBows. Against the sky a
lavabo's white stands out, or a bathtub, or some
other porcelain, like late fruit still hanging from the
boughs. You would think the plumbers had finished
their job and gone away before the bricklayers ar-
rived; or else their hydraulic systems, indestructible,
had survived a catastrophe, an earthquake, or the
corrosion of termites.
Abandoned before or after it was inhabited, Armilla
cannot be called deserted. At any hour, raising
your eyes among the pipes, you are likely to glimpse
a young woman, or many young women, slender,
not tall of stature, luxuriating in the bathtubs or
arching their backs under the showers suspended in
the void, washing or drying or perfuming themselves,
or combing their long hair at a mirror. In the
sun, the threads of water fanning from the showers
glisten, the jets of the taps, the spurts, the splashes,
the sponges' suds.
I have come to this explanation: the streams of
water channeled in the pipes of Armilla have remained
in the possession of nymphs and naiads. Accustomed
to traveling along underground veins, they
found it easy to enter into the new aquatic realm, to
burst from multiple fountains, to find new mirrors,
new games, new ways of enjoying the water. Their
invasion may have driven out the human beings, or
Armilla may have been built by humans as a votive
offering to win the favor of the nymphs, offended at
the misuse of the waters. In any case, now they seem
content, these maidens: in the morning you hear
them singing.

Italo Calvino, Invisible Cities

011 nonsense





the image of man exposed, vetrinizzato
distorted everything carefully, nelorisi
is performed meat, a sample of corroded forms, with the man in the cage, fragile, mutable
transforms the visible into spectacle
luciopicca


l'image de l'homme exposé, vetrinizzato
tout déformé soigneusement, nelorisi
est effectuée la viande, un échantillon de formes corrodées, avec l'homme dans la cage, fragile, mutable
transforme le visible en spectacle
luciopicca



das Bild des Menschen ausgesetzt, vetrinizzato
verzerrt alles sorgfältig, nelorisi
wird Fleisch durchgeführt , wandelbar eine Probe von korrodierten Formen, mit dem Mann in den Käfig, zerbrechlich,
verwandelt das sichtbar in Schauspiel
luciopicca



la imagen del hombre expuesto, vetrinizzato
distorsionada todo cuidadosamente, nelorisi
se realiza la carne, una muestra de las formas oxidadas, con el hombre en la jaula, frágil, mutable
transforma lo visible en espectáculo
luciopicca



a imagem de homem exposto, vetrinizzato
tudo distorcido com cuidado, nelorisi
é realizada carne, uma amostra de formas corroídas, com o homem na jaula, frágil, mutável
transforma o visível em espetáculo
luciopicca


giovedì 26 gennaio 2017

non intenderete e vedrete

Il Vangelo secondo Matteo 1964
Pier Paolo Pasolini

“Avrei potuto demistificare la reale situazione storica, i rapporti fra Pilato e Erode, avrei potuto demistificare la figura di Cristo mitizzata dal Romanticismo, dal cattolicesimo e dalla Controriforma, demistificare tutto, ma poi, come avrei potuto demistificare il problema della morte? Il problema che non posso demistificare è quel tanto di profondamente irrazionale, e quindi in qualche modo religioso, che è nel mistero del mondo. Quello non è demistificabile”.

...un caos di possibilità, una ricerca di relazioni e di significati senza soluzione di continuità

“Voi udrete con le orecchie ma non intenderete e vedrete con gli occhi ma non comprenderete, poiché il cuore di questo popolo si è fatto insensibile e hanno indurito le orecchie e hanno chiuso gli occhi per non vedere con gli occhi e non sentire con le orecchie”.

“fate agli altri quanto gli altri volete che facciano a voi”

[...] "Io non credo che Cristo sia figlio di Dio, percheè non sono credente, almeno nella coscienza. Ma credo che Cristo sia divino: credo cioè che in lui l'umanità sia così alta, rigorosa, ideale da andare al di là dei comuni termini dell'umanità.
Per questo dico "poesia": strumento irrazionale per esprimere questo mio sentimento irraizonale per Cristo".

Pier Paolo Pasolini


li sopporti meglio


assenza di una collocazione spazio-temporale
spazio più che tempo
dove si è e cosa si è, dell’essere sempre uno sguardo collocato
ipertesti visivi
“i dolori, se te li coccoli con un po’ di gentilezza, li sopporti meglio”, Carol Rama

luciopicca

...non siano (solo) i manuali


Carol Rama è, assente dai manuali in uso nei licei e nelle facoltà universitarie dove la storia dell’arte è materia di studio e, per quanto non siano (solo) i manuali scolastici a fornire il canone delle cose da vedere e degli artisti da conoscere...

Carol Rama



 “Il lavoro, la pittura, per me, è sempre stata una cosa che mi permetteva poi di sentirmi meno infelice, meno povera, meno bruttina, e anche meno ignorante… Dipingo per guarirmi”.

Carol Rama