giovedì 2 marzo 2017
mercoledì 1 marzo 2017
Grazia
luciopicca
L'effetto della grazia non è di sublimar l'anima,
o di riempirla o di renderla attonita
come fa la bellezza, ma di scuoterla,
o di riempirla o di renderla attonita
come fa la bellezza, ma di scuoterla,
come il solletico scuote il corpo,
non già fortemente come
la scintilla elettrica.
non già fortemente come
la scintilla elettrica.
Giacomo Leopardi
Zibaldone, 198La comunicazione
La comunicazione
Una cosa è una
cosa
Alberto Moravia
Alberto Moravia
Da qualche tempo, alcune immagini mi
perseguitano. E' l'iceberg o montagna di ghiaccio galleggiante, che emerge
sulla superficie del mare con poco più che un'escrescenza, mentre la parte più
grande, colossale chiglia di ghiaccio glauco, sta sott'acqua, invisibile e
insospettata. E' l'orifizio angusto, nascosto dai rovi, ostruito, introvabile,
che dà adito alla grotta o meglio al sistema di grotte, con stalattiti e
stalagmiti, laghi e fiumi sotterranei e saloni e corridoi e passaggi. E' la
piccola casa con una sola porta e una sola finestra, dalla quale si scende in
un'immensa cantina in cui sta chiusa, nera e lucida, una macchina enorme, che
pulsa, batte e ferve. Le immagini sono molte ma l'idea è pur sempre la stessa:
la piccolezza e semplicità di ciò che si vede; l'enormità, potenza e
complicazione di ciò che non si vede. Ciò che si vede, a dirla in breve e fuori
di metafora, sono io, insignificante impiegato in uno dei tanti istituti
bancari della città: ciò che non si vede sono ancora io o meglio, come dire? la
mia forza vitale, la mia energia psichica di cui ho una consapevolezza insieme
precisa e impotente. Purtroppo però, tra queste due parti ineguali di me stesso
non c'è rapporto, e la maggiore non fornisce alcun impulso alla minore. A tal
punto che talvolta mi viene il sospetto che la parte invisibile è più grande e
non mi appartenga veramente, e io ne sia soltanto il guardiano e, come tutti i
guardiani, non possa farne uso e debba limitarmi a custodirla intatta fino alla
mia morte.
Questa sensazione di non essere che il depositario della mia vitalità mi avvilisce e mi deprime. L'altro giorno, sospinto da un comprensibile bisogno di confidenza, ne ho parlato a Bella, graziosa dattilografa del mio stesso ufficio. Naturalmente non ho fatto parola dell'iceberg, della grotta, della macchina: mi vergognavo. Mi sono limitato ad accennare alla mia timidezza e al mio isolamento. Bella mi ha sogguardato in silenzio con i suoi occhioni un po' strabici, ha masticato con forza, per un poco, la gomma americana che aveva in bocca, quindi ha detto con decisione: "il tuo guaio, Girolamo, lo sai qual è? Che non comunichi."
"E cioè?"
"Ti ho osservato quando stai con noialtri: non parli, non partecipi, non intervieni, te ne stai lì, appartato, schivo: insomma, non comunichi."
"Non ho niente da dire."
"Che c'entra, comunicare non vuol dire aver qualcosa da dire."
"E che cosa vuol dire allora?"
"Comunicare vuol dire.. comunicare."
"Ah si. Ma insomma come si fa, secondo te, a comunicare?"
Di nuovo ha meditato, masticando con forza la gomma e socchiudendo gli occhi. Alfine ha risposto: "Non lo so, sono di quelle cose che facciamo senza rendercene conto, come respirare o camminare. Un'idea. Domani andiamo al mare, no?, insieme con Luciano, Giuliano e Cara. Beh, tu osserva come fanno gli altri e quindi fa come loro."
Ho seguito il suo consiglio. Appena ci siamo messi in macchina in direzione di Fregene, meta della gita, ho preso ad osservare i miei compagni, con un'attenzione quasi scientifica, un po' come un entomologo che, non visto, spii il comportamento di un gruppo di insetti. Allora, quasi subito, ho fatto una scoperta. I due ragazzi e le due ragazze parlavano con grande vivacità mettendo nei loro discorsi tutta la gioia, il sollievo, l'allegria, lo scatenamento della giornata di vacanza, dopo sei giorni di lavoro. Comunicavano, insomma. Ma non già attraverso qualcosa di personale, che premeva loro davvero, che li riguardava direttamente e profondamente; bensì attraverso uno scambio di informazioni sui più diversi argomenti: sport, scienza, cinema, moda, politica, passatempi, economia e via dicendo. Questa informazioni, poi avevano due caratteristiche a dir poco sconcertanti: benché propinate con grande enfasi non dicevano niente di nuovo su nulla, essendo tutte note e risapute; e per lo più non erano ascoltate: mentre uno parlava, l'altro aspettava con impazienza, senza ascoltarlo, che avesse finito, per parlare a sua volta. Per esempio : "Da Roma a Milano, in autostrada, ci vogliono soltanto cinque ore"
"Anche quattro con una macchina veloce"
"Io ho fatto il tratto Roma-Firenze in due ore."
"Io quello Firenze-Bologna in mezz'ora."
"Bisogna rallentare ogni tanto, specie con le macchine piccole."
"Il pericolo maggiore dell'autostrada sono i tamponamenti."
"Anche la monotonia."
"Di notte soprattutto."
"E di giorno, dove lo metti il riflesso del sole?"
Eccetera, eccetera. Ho guardato l'orologio, hanno parlato dell'autostrada per mezz'ora filata, sceverando l'argomento in tutti i suoi aspetti, dando e ricevendo tutte le informazioni possibili, con un brio, un fuoco, manco avessero fatto, ad ogni parola, una scoperta fondamentale. Li ho guardati: erano accesi in volto, con gli occhi umidi di simpatia, scintillanti, animati. Non ho potuto fare a meno di pensare: "Che diavolo. Tutto questo per essersi scambiati qualche notizia generica sul funzionamento dell'autostrada."
Ho voluto tentare a mia volta. Nell'automobile stavamo seduti in questo modo: il guidatore e Bella, davanti; Luciano, Cara ed io, dietro. Mi sono voltato verso Cara, altra dattilografa, una bruna piccola e formosa, e ho visto che fumava. Allora ho attaccato: "Io fumo venti sigarette al giorno."
Mi ha risposto prontamente: "Io ne fumo soltanto dieci."
"Le sigarette di tipo orientale sono le più leggere."
"Le sigarette di tipo americano sono le più forti."
"Le sigarette francesi hanno il tabacco molto scuro."
"Le sigarette inglesi hanno il tabacco molto chiaro."
"Il tabacco può far venire il cancro."
"Il filtro ha eliminato il pericolo del cancro."
"Un mio amico fuma sessanta sigarette al giorno."
"Mio padre ne fuma fino a ottanta."
E così via. Abbiamo approfondito l'argomento del tabacco, fino al tabacco da fiuto, fino alla pipa e al sigaro. E quando ci siamo taciuti mi sono accorto che, almeno per quanto riguardava Cara, la comunicazione c'era stata: mi guardava con occhi languidi, mi stava addosso con tutto un fianco, la sua mano sfiorava la mia. Bella se n'è accorta e voltandosi ad un tratto ha sibilato: "Le migliori sigarette sono le Transatlantiche", con voce così furibonda che, d'istinto, Cara ed io ci siamo tirati indietro, ciascuno dalla parte opposta.
Ecco Fregene. Ecco le file delle cabine dipinte di verde e, in fondo, la striscia del mare azzurro. A tutta prima, sono entrate in cabina per spogliarsi, Bella e Cara. Aspettando di fuori le ho udite che si scambiavano informazioni sui diversi costumi da bagno: "Il costume a due pezzi è più comodo."
"Il costume a un pezzo solo è di moda."
"Il bikini mette in valore i fianchi."
"Il costume a un solo pezzo rende la figura più slanciata."
"Per portare il topless ci vuole un bel seno."
"Il topless è proibito."
Anche questa volta ho avuto l'impressione che le due ragazze comunicavano. Ma che cosa veniva comunicato? Almeno a giudicare dalle parole che avevo udito: un bel nulla.
Finalmente Bella è uscita e senza degnarmi di uno sguardo si è avviata verso il mare. Mi sono spogliato in gran fretta, mentre i miei due compagni si scambiavano delle informazioni sugli orologi da polso, subacquei e normali, d'oro e di metallo, con il cinturino di cuoio o a maglia d'acciaio, quadrati o tondi; e mi sono precipitato dietro Bella. L'ho raggiunta che camminava neghittosamente, facendosi lambire a ogni passo i piedi dalle ondicelle del mare calmo. Le ho detto, afferrandola per un braccio: "Bella, che hai?"
Non mi ha risposto, mi ha lanciato uno sguardo obliquo e ha tirato via il braccio. Ho insistito :"Bella, che ti ho fatto? Tu mi avevi consigliato di comunicare ed ho comunicato."
"Sì, sì, me ne sono accorta, non temere."
"O meglio, Bella, Cara si sarà forse illusa di comunicare con me; ma io certo non ho comunicato con lei. Bella io ti voglio bene e voglio comunicare soltanto con te e non voglio comunicare come fanno loro, dando e ricevendo informazioni; voglio comunicare dicendoti la verità sopra me stesso, parlandoti di me. E voglio prima di tutto che tu sappia che io, dentro di me, sono fatto come un iceberg, come una grotta profonda, come una macchina sotterranea: la maggior parte di me non si vede, quello che si vede è niente. Ed io, Bella, voglio che tu conosca la parte nascosta di me, la quale, se tu mi amerai, finalmente si manifesterà, si esprimerà."
Ho taciuto, fradicio di sudore: non ero mai stato così sincero né avevo mai parlato tanto di me stesso. Ho taciuto e ho guardato Bella con speranza. L'ho vista gettarmi di sbieco un'occhiata valutatrice, quindi torcere la bocca spessa con espressione di disprezzo. Ha detto alfine: "Non ti capisco."
"Ma io..."
"Non ti capisco e non desidero capirti. Al solito, tu non comunichi, Girolamo, almeno con me, Con Cara sì, con lei, poco fa, in automobile, hai comunicato, Va, va con Cara."
"Ma bella..."
"Va con Cara e lasciami in pace."
In quel momento c'è stata nel cielo sereno l'esplosione secca di un aeroplano militare ancora invisibile che varcava la barriera del suono. Ho avuto un'ispirazione; e mentre l'aeroplano passava sulle nostre teste con un fragore assordante, ho gridato a Bella: "Un aeroplano militare supersonico."
L'ho vista alzare gli occhi a seguire con lo sguardo l'aeroplano che si allontanava, tirandosi dietro una lunga striscia di fumo. Quindi ha risposto con malagrazia: "Presto ci saranno gli aeroplani supersonici anche sulle linee civili."
"Sì, andremo da Roma a Nuova York in due ore."
"Il problema dell'aeroplano supersonico è il fracasso al momento dell'atterraggio."
"Inoltre dovranno allungare le piste."
"L'aeroplano supersonico costerà di più."
"L'aeroplano supersonico costerà di meno."
E così via. Intanto mi sono avvicinato, le ho preso una mano, me l'ha ceduta. Mi ha guardato con occhio languido, mi ha sorriso, ha proposto: "Vogliamo andare a fare un bagno?"
"Andiamo."
La mano nella mano, le dita tra le dita, ci siamo avviati insieme verso il mare
Questa sensazione di non essere che il depositario della mia vitalità mi avvilisce e mi deprime. L'altro giorno, sospinto da un comprensibile bisogno di confidenza, ne ho parlato a Bella, graziosa dattilografa del mio stesso ufficio. Naturalmente non ho fatto parola dell'iceberg, della grotta, della macchina: mi vergognavo. Mi sono limitato ad accennare alla mia timidezza e al mio isolamento. Bella mi ha sogguardato in silenzio con i suoi occhioni un po' strabici, ha masticato con forza, per un poco, la gomma americana che aveva in bocca, quindi ha detto con decisione: "il tuo guaio, Girolamo, lo sai qual è? Che non comunichi."
"E cioè?"
"Ti ho osservato quando stai con noialtri: non parli, non partecipi, non intervieni, te ne stai lì, appartato, schivo: insomma, non comunichi."
"Non ho niente da dire."
"Che c'entra, comunicare non vuol dire aver qualcosa da dire."
"E che cosa vuol dire allora?"
"Comunicare vuol dire.. comunicare."
"Ah si. Ma insomma come si fa, secondo te, a comunicare?"
Di nuovo ha meditato, masticando con forza la gomma e socchiudendo gli occhi. Alfine ha risposto: "Non lo so, sono di quelle cose che facciamo senza rendercene conto, come respirare o camminare. Un'idea. Domani andiamo al mare, no?, insieme con Luciano, Giuliano e Cara. Beh, tu osserva come fanno gli altri e quindi fa come loro."
Ho seguito il suo consiglio. Appena ci siamo messi in macchina in direzione di Fregene, meta della gita, ho preso ad osservare i miei compagni, con un'attenzione quasi scientifica, un po' come un entomologo che, non visto, spii il comportamento di un gruppo di insetti. Allora, quasi subito, ho fatto una scoperta. I due ragazzi e le due ragazze parlavano con grande vivacità mettendo nei loro discorsi tutta la gioia, il sollievo, l'allegria, lo scatenamento della giornata di vacanza, dopo sei giorni di lavoro. Comunicavano, insomma. Ma non già attraverso qualcosa di personale, che premeva loro davvero, che li riguardava direttamente e profondamente; bensì attraverso uno scambio di informazioni sui più diversi argomenti: sport, scienza, cinema, moda, politica, passatempi, economia e via dicendo. Questa informazioni, poi avevano due caratteristiche a dir poco sconcertanti: benché propinate con grande enfasi non dicevano niente di nuovo su nulla, essendo tutte note e risapute; e per lo più non erano ascoltate: mentre uno parlava, l'altro aspettava con impazienza, senza ascoltarlo, che avesse finito, per parlare a sua volta. Per esempio : "Da Roma a Milano, in autostrada, ci vogliono soltanto cinque ore"
"Anche quattro con una macchina veloce"
"Io ho fatto il tratto Roma-Firenze in due ore."
"Io quello Firenze-Bologna in mezz'ora."
"Bisogna rallentare ogni tanto, specie con le macchine piccole."
"Il pericolo maggiore dell'autostrada sono i tamponamenti."
"Anche la monotonia."
"Di notte soprattutto."
"E di giorno, dove lo metti il riflesso del sole?"
Eccetera, eccetera. Ho guardato l'orologio, hanno parlato dell'autostrada per mezz'ora filata, sceverando l'argomento in tutti i suoi aspetti, dando e ricevendo tutte le informazioni possibili, con un brio, un fuoco, manco avessero fatto, ad ogni parola, una scoperta fondamentale. Li ho guardati: erano accesi in volto, con gli occhi umidi di simpatia, scintillanti, animati. Non ho potuto fare a meno di pensare: "Che diavolo. Tutto questo per essersi scambiati qualche notizia generica sul funzionamento dell'autostrada."
Ho voluto tentare a mia volta. Nell'automobile stavamo seduti in questo modo: il guidatore e Bella, davanti; Luciano, Cara ed io, dietro. Mi sono voltato verso Cara, altra dattilografa, una bruna piccola e formosa, e ho visto che fumava. Allora ho attaccato: "Io fumo venti sigarette al giorno."
Mi ha risposto prontamente: "Io ne fumo soltanto dieci."
"Le sigarette di tipo orientale sono le più leggere."
"Le sigarette di tipo americano sono le più forti."
"Le sigarette francesi hanno il tabacco molto scuro."
"Le sigarette inglesi hanno il tabacco molto chiaro."
"Il tabacco può far venire il cancro."
"Il filtro ha eliminato il pericolo del cancro."
"Un mio amico fuma sessanta sigarette al giorno."
"Mio padre ne fuma fino a ottanta."
E così via. Abbiamo approfondito l'argomento del tabacco, fino al tabacco da fiuto, fino alla pipa e al sigaro. E quando ci siamo taciuti mi sono accorto che, almeno per quanto riguardava Cara, la comunicazione c'era stata: mi guardava con occhi languidi, mi stava addosso con tutto un fianco, la sua mano sfiorava la mia. Bella se n'è accorta e voltandosi ad un tratto ha sibilato: "Le migliori sigarette sono le Transatlantiche", con voce così furibonda che, d'istinto, Cara ed io ci siamo tirati indietro, ciascuno dalla parte opposta.
Ecco Fregene. Ecco le file delle cabine dipinte di verde e, in fondo, la striscia del mare azzurro. A tutta prima, sono entrate in cabina per spogliarsi, Bella e Cara. Aspettando di fuori le ho udite che si scambiavano informazioni sui diversi costumi da bagno: "Il costume a due pezzi è più comodo."
"Il costume a un pezzo solo è di moda."
"Il bikini mette in valore i fianchi."
"Il costume a un solo pezzo rende la figura più slanciata."
"Per portare il topless ci vuole un bel seno."
"Il topless è proibito."
Anche questa volta ho avuto l'impressione che le due ragazze comunicavano. Ma che cosa veniva comunicato? Almeno a giudicare dalle parole che avevo udito: un bel nulla.
Finalmente Bella è uscita e senza degnarmi di uno sguardo si è avviata verso il mare. Mi sono spogliato in gran fretta, mentre i miei due compagni si scambiavano delle informazioni sugli orologi da polso, subacquei e normali, d'oro e di metallo, con il cinturino di cuoio o a maglia d'acciaio, quadrati o tondi; e mi sono precipitato dietro Bella. L'ho raggiunta che camminava neghittosamente, facendosi lambire a ogni passo i piedi dalle ondicelle del mare calmo. Le ho detto, afferrandola per un braccio: "Bella, che hai?"
Non mi ha risposto, mi ha lanciato uno sguardo obliquo e ha tirato via il braccio. Ho insistito :"Bella, che ti ho fatto? Tu mi avevi consigliato di comunicare ed ho comunicato."
"Sì, sì, me ne sono accorta, non temere."
"O meglio, Bella, Cara si sarà forse illusa di comunicare con me; ma io certo non ho comunicato con lei. Bella io ti voglio bene e voglio comunicare soltanto con te e non voglio comunicare come fanno loro, dando e ricevendo informazioni; voglio comunicare dicendoti la verità sopra me stesso, parlandoti di me. E voglio prima di tutto che tu sappia che io, dentro di me, sono fatto come un iceberg, come una grotta profonda, come una macchina sotterranea: la maggior parte di me non si vede, quello che si vede è niente. Ed io, Bella, voglio che tu conosca la parte nascosta di me, la quale, se tu mi amerai, finalmente si manifesterà, si esprimerà."
Ho taciuto, fradicio di sudore: non ero mai stato così sincero né avevo mai parlato tanto di me stesso. Ho taciuto e ho guardato Bella con speranza. L'ho vista gettarmi di sbieco un'occhiata valutatrice, quindi torcere la bocca spessa con espressione di disprezzo. Ha detto alfine: "Non ti capisco."
"Ma io..."
"Non ti capisco e non desidero capirti. Al solito, tu non comunichi, Girolamo, almeno con me, Con Cara sì, con lei, poco fa, in automobile, hai comunicato, Va, va con Cara."
"Ma bella..."
"Va con Cara e lasciami in pace."
In quel momento c'è stata nel cielo sereno l'esplosione secca di un aeroplano militare ancora invisibile che varcava la barriera del suono. Ho avuto un'ispirazione; e mentre l'aeroplano passava sulle nostre teste con un fragore assordante, ho gridato a Bella: "Un aeroplano militare supersonico."
L'ho vista alzare gli occhi a seguire con lo sguardo l'aeroplano che si allontanava, tirandosi dietro una lunga striscia di fumo. Quindi ha risposto con malagrazia: "Presto ci saranno gli aeroplani supersonici anche sulle linee civili."
"Sì, andremo da Roma a Nuova York in due ore."
"Il problema dell'aeroplano supersonico è il fracasso al momento dell'atterraggio."
"Inoltre dovranno allungare le piste."
"L'aeroplano supersonico costerà di più."
"L'aeroplano supersonico costerà di meno."
E così via. Intanto mi sono avvicinato, le ho preso una mano, me l'ha ceduta. Mi ha guardato con occhio languido, mi ha sorriso, ha proposto: "Vogliamo andare a fare un bagno?"
"Andiamo."
La mano nella mano, le dita tra le dita, ci siamo avviati insieme verso il mare
muoviti pesciolino, feto
muoviti pesciolino, feto
tempo perduto, viaggiatori
impossibile scindere la visione che abbiamo della realtà, dai tormenti della nostra coscienza e dal potere dell’inconscio
spazio-tempo
ricordi, prospettiva soggettiva
diversi momenti emotivi
salto
libero scorrere del ritmo, impresso, girato
possibilità della scena
significati densi, liquidi
focali inusuali, zoom
il linguaggio si adatta alla rigidità dello spazio chiuso, al labirinto circolare
loop
strategia dell’inghiottimento
ritorno su se stessi
origine, ritorno
dettagli
complementarietà tra passato e presente
nodo dell’esistenza
lamento, rimorso
i cacciatori ritornano a casa
riposo, conclusione di un percorso
il paesaggio con la caduta di icaro, la torre di babele, la mietitura, il trionfo della morte
collettività
forze che governano
l’uomo solitario che si dibatte in un mondo dominato dalla natura
luciopicca
tempo perduto, viaggiatori
impossibile scindere la visione che abbiamo della realtà, dai tormenti della nostra coscienza e dal potere dell’inconscio
spazio-tempo
ricordi, prospettiva soggettiva
diversi momenti emotivi
salto
libero scorrere del ritmo, impresso, girato
possibilità della scena
significati densi, liquidi
focali inusuali, zoom
il linguaggio si adatta alla rigidità dello spazio chiuso, al labirinto circolare
loop
strategia dell’inghiottimento
ritorno su se stessi
origine, ritorno
dettagli
complementarietà tra passato e presente
nodo dell’esistenza
lamento, rimorso
i cacciatori ritornano a casa
riposo, conclusione di un percorso
il paesaggio con la caduta di icaro, la torre di babele, la mietitura, il trionfo della morte
collettività
forze che governano
l’uomo solitario che si dibatte in un mondo dominato dalla natura
luciopicca
Move fish, fetus
lost time, travelers
impossible to separate the vision we have of reality, from the torments of our consciousness and the power of the unconscious
space time
memories, subjective perspective
different emotional moments
leap
Free flow of rhythm, imprinted, shot
possibility of the scene
dense meanings, liquids
unusual focal zoom
the language adapts to the rigidity of the closed space, the circular maze
loop
dell'inghiottimento strategy
on themselves
Originally, back
details
complementarity between past and present
existence node
lament, remorse
hunters return home
rest, the end of a path
the landscape with the fall of Icarus, the tower of babel, the harvest, the triumph of death
collectivity
forces that govern
the solitary man who struggles in a world dominated by nature
luciopicca
lost time, travelers
impossible to separate the vision we have of reality, from the torments of our consciousness and the power of the unconscious
space time
memories, subjective perspective
different emotional moments
leap
Free flow of rhythm, imprinted, shot
possibility of the scene
dense meanings, liquids
unusual focal zoom
the language adapts to the rigidity of the closed space, the circular maze
loop
dell'inghiottimento strategy
on themselves
Originally, back
details
complementarity between past and present
existence node
lament, remorse
hunters return home
rest, the end of a path
the landscape with the fall of Icarus, the tower of babel, the harvest, the triumph of death
collectivity
forces that govern
the solitary man who struggles in a world dominated by nature
luciopicca
Déplacer les poissons, le fœtus
perte de temps, les voyageurs
impossible de séparer la vision que nous avons de la réalité, des tourments de notre conscience et le pouvoir de l'inconscient
espace-temps
souvenirs, perspective subjective
différents moments émotionnels
saut
Libre circulation de rythme, imprimé, tir
possibilité de la scène
significations denses, liquides
zoom focal inhabituelle
la langue adapte à la rigidité de l'espace fermé, le labyrinthe circulaire
boucle
stratégie dell'inghiottimento
sur elles-mêmes
A l'origine, le dos
détails
la complémentarité entre le passé et le présent
noeud d'existence
lamentation, le remords
les chasseurs retournent à la maison
repos, la fin d'un trajet
le paysage avec la chute d'Icare, la tour de babel, la récolte, le triomphe de la mort
collectivité
forces qui régissent
l'homme solitaire qui se bat dans un monde dominé par la nature
luciopicca
perte de temps, les voyageurs
impossible de séparer la vision que nous avons de la réalité, des tourments de notre conscience et le pouvoir de l'inconscient
espace-temps
souvenirs, perspective subjective
différents moments émotionnels
saut
Libre circulation de rythme, imprimé, tir
possibilité de la scène
significations denses, liquides
zoom focal inhabituelle
la langue adapte à la rigidité de l'espace fermé, le labyrinthe circulaire
boucle
stratégie dell'inghiottimento
sur elles-mêmes
A l'origine, le dos
détails
la complémentarité entre le passé et le présent
noeud d'existence
lamentation, le remords
les chasseurs retournent à la maison
repos, la fin d'un trajet
le paysage avec la chute d'Icare, la tour de babel, la récolte, le triomphe de la mort
collectivité
forces qui régissent
l'homme solitaire qui se bat dans un monde dominé par la nature
luciopicca
Bog iasc, fhéatas
cailleadh am, lucht siúil
dodhéanta a dheighilt ón fhís atá againn na réaltachta, ó chiapadh ar ár Chonaic agus an cumhacht ag an unconscious
spás-am
cuimhní cinn, peirspictíocht suibiachtúla
chuimhneacháin mhothúchánach éagsúla
léim
saorshreabhadh rithim, imprinted, lámhaigh
fhéidearthacht an ardán
bríonna dlúth, leachtanna
súmáil fócasach neamhghnách
adapts an teanga ar an rigidity an spás iata, an gcathair ghríobháin ciorclach
lúb
straitéis dell'inghiottimento
ar iad féin
Ar dtús, ar ais
sonraí
comhlántacht idir am atá caite agus i láthair
ann nód
caoineadh, remorse
hunters filleadh abhaile
chuid eile, deireadh an cosán
an tírdhreach leis an titim na Icarus, an túr na babel, an fómhar, an bua an bháis
collectivity
fórsaí a rialaíonn
an fear solitary atá ag streachailt i ndomhan cheannas nádúr
luciopicca
cailleadh am, lucht siúil
dodhéanta a dheighilt ón fhís atá againn na réaltachta, ó chiapadh ar ár Chonaic agus an cumhacht ag an unconscious
spás-am
cuimhní cinn, peirspictíocht suibiachtúla
chuimhneacháin mhothúchánach éagsúla
léim
saorshreabhadh rithim, imprinted, lámhaigh
fhéidearthacht an ardán
bríonna dlúth, leachtanna
súmáil fócasach neamhghnách
adapts an teanga ar an rigidity an spás iata, an gcathair ghríobháin ciorclach
lúb
straitéis dell'inghiottimento
ar iad féin
Ar dtús, ar ais
sonraí
comhlántacht idir am atá caite agus i láthair
ann nód
caoineadh, remorse
hunters filleadh abhaile
chuid eile, deireadh an cosán
an tírdhreach leis an titim na Icarus, an túr na babel, an fómhar, an bua an bháis
collectivity
fórsaí a rialaíonn
an fear solitary atá ag streachailt i ndomhan cheannas nádúr
luciopicca
Bewegen Sie Fisch, Fötus
verlorene Zeit, Reisende
unmöglich, die Vision, die wir von der Wirklichkeit haben zu trennen, von den Qualen unseres Bewusstseins und die Macht des Unbewussten
Raum-Zeit
Erinnerungen, subjektive Perspektive
verschiedene emotionale Momente
Sprung
Freier Verkehr von Rhythmus, aufgeprägt , Schuss
Möglichkeit der Szene
dichte Bedeutungen, Flüssigkeiten
ungewöhnliche Brenn Zoom
die Sprache passt sich die Steifigkeit des geschlossenen Raumes, der kreisförmige Labyrinth
Schleife
dell'inghiottimento Strategie
auf sich selbst
Ursprünglich zurück
Details
Komplementarität zwischen Vergangenheit und Gegenwart
Existenz Knoten
klagen, Reue
Jäger nach Hause zurückkehren
Rest, wobei das Ende eines Weges,
die Landschaft mit dem Fall von Ikarus, der Turm von Babel, der Ernte, der Triumph des Todes
Kollektivität
Kräfte, die regieren
der einsame Mann, der in einer Welt, kämpft von der Natur beherrscht
luciopicca
verlorene Zeit, Reisende
unmöglich, die Vision, die wir von der Wirklichkeit haben zu trennen, von den Qualen unseres Bewusstseins und die Macht des Unbewussten
Raum-Zeit
Erinnerungen, subjektive Perspektive
verschiedene emotionale Momente
Sprung
Freier Verkehr von Rhythmus, aufgeprägt , Schuss
Möglichkeit der Szene
dichte Bedeutungen, Flüssigkeiten
ungewöhnliche Brenn Zoom
die Sprache passt sich die Steifigkeit des geschlossenen Raumes, der kreisförmige Labyrinth
Schleife
dell'inghiottimento Strategie
auf sich selbst
Ursprünglich zurück
Details
Komplementarität zwischen Vergangenheit und Gegenwart
Existenz Knoten
klagen, Reue
Jäger nach Hause zurückkehren
Rest, wobei das Ende eines Weges,
die Landschaft mit dem Fall von Ikarus, der Turm von Babel, der Ernte, der Triumph des Todes
Kollektivität
Kräfte, die regieren
der einsame Mann, der in einer Welt, kämpft von der Natur beherrscht
luciopicca
Mova peixes, feto
tempo perdido, os viajantes
impossível separar a visão que temos da realidade, dos tormentos da nossa consciência e o poder do inconsciente
espaço-tempo
memórias, a perspectiva subjetiva
diferentes momentos emocionais
salto
fluxo livre de ritmo, imprimido, tiro
possibilidade da cena
significados densas, líquidos
zoom focal incomum
a língua se adapta à rigidez do espaço fechado, o labirinto circular
laço
estratégia dell'inghiottimento
em si mesmos
Originalmente, de volta
detalhes
complementaridade entre passado e presente
nó de existência
lamento, o remorso
caçadores de voltar para casa
resto, a extremidade de um caminho
a paisagem com a queda de Ícaro, a torre de babel, a colheita, o triunfo da morte
coletividade
forças que regem
o homem solitário que luta em um mundo dominado pela natureza
luciopicca
tempo perdido, os viajantes
impossível separar a visão que temos da realidade, dos tormentos da nossa consciência e o poder do inconsciente
espaço-tempo
memórias, a perspectiva subjetiva
diferentes momentos emocionais
salto
fluxo livre de ritmo, imprimido, tiro
possibilidade da cena
significados densas, líquidos
zoom focal incomum
a língua se adapta à rigidez do espaço fechado, o labirinto circular
laço
estratégia dell'inghiottimento
em si mesmos
Originalmente, de volta
detalhes
complementaridade entre passado e presente
nó de existência
lamento, o remorso
caçadores de voltar para casa
resto, a extremidade de um caminho
a paisagem com a queda de Ícaro, a torre de babel, a colheita, o triunfo da morte
coletividade
forças que regem
o homem solitário que luta em um mundo dominado pela natureza
luciopicca
Mover el pescado, el feto
tiempo perdido, los viajeros
imposible separar la visión que tenemos de la realidad, de los tormentos de la conciencia y el poder del inconsciente
espacio-tiempo
recuerdos, perspectiva subjetiva
diferentes momentos emocionales
salto
La libre circulación de ritmo, impreso, tiro
posibilidad de la escena
significados, líquidos densos
zoom focal inusual
el lenguaje se adapta a la rigidez del espacio cerrado, el laberinto circular
bucle
estrategia dell'inghiottimento
en sí mismos
Originalmente, la espalda
detalles
complementariedad entre el pasado y el presente
nodo de existencia
lamento, remordimiento
cazadores vuelven a casa
resto, el final de un camino
el paisaje con la caída de Ícaro, la Torre de Babel, la cosecha, el triunfo de la muerte
colectividad
fuerzas que gobiernan
el hombre solitario que lucha en un mundo dominado por la naturaleza
luciopicca
tiempo perdido, los viajeros
imposible separar la visión que tenemos de la realidad, de los tormentos de la conciencia y el poder del inconsciente
espacio-tiempo
recuerdos, perspectiva subjetiva
diferentes momentos emocionales
salto
La libre circulación de ritmo, impreso, tiro
posibilidad de la escena
significados, líquidos densos
zoom focal inusual
el lenguaje se adapta a la rigidez del espacio cerrado, el laberinto circular
bucle
estrategia dell'inghiottimento
en sí mismos
Originalmente, la espalda
detalles
complementariedad entre el pasado y el presente
nodo de existencia
lamento, remordimiento
cazadores vuelven a casa
resto, el final de un camino
el paisaje con la caída de Ícaro, la Torre de Babel, la cosecha, el triunfo de la muerte
colectividad
fuerzas que gobiernan
el hombre solitario que lucha en un mundo dominado por la naturaleza
luciopicca
Przenieś rybę, płód
Stracony czas, podróżni
niemożliwe do oddzielenia wizję mamy rzeczywistości, od męki naszej świadomości i mocą nieświadomości
czasoprzestrzeń
wspomnienia, subiektywnej perspektywy
różne momenty emocjonalne
skok
Swobodny przepływ rytmu, nadruk, strzał
Możliwość sceny
gęste znaczeń, płyny
nietypowe ogniskowej zoom
język dopasowuje się do sztywności zamkniętej przestrzeni, okrągły labirynt
pętla
strategia dell'inghiottimento
na siebie
Początkowo, z powrotem
szczegóły
komplementarność między przeszłością a teraźniejszością
węzeł istnienie
lament, żal
myśliwi wracają do domu
Reszta, koniec ścieżki
Krajobraz z upadkiem Ikara, wieża babel, żniwa, triumf śmierci
zbiorowość
Siły, które rządzą
samotny człowiek, który zmaga się w świecie zdominowanym przez naturę
luciopicca
Stracony czas, podróżni
niemożliwe do oddzielenia wizję mamy rzeczywistości, od męki naszej świadomości i mocą nieświadomości
czasoprzestrzeń
wspomnienia, subiektywnej perspektywy
różne momenty emocjonalne
skok
Swobodny przepływ rytmu, nadruk, strzał
Możliwość sceny
gęste znaczeń, płyny
nietypowe ogniskowej zoom
język dopasowuje się do sztywności zamkniętej przestrzeni, okrągły labirynt
pętla
strategia dell'inghiottimento
na siebie
Początkowo, z powrotem
szczegóły
komplementarność między przeszłością a teraźniejszością
węzeł istnienie
lament, żal
myśliwi wracają do domu
Reszta, koniec ścieżki
Krajobraz z upadkiem Ikara, wieża babel, żniwa, triumf śmierci
zbiorowość
Siły, które rządzą
samotny człowiek, który zmaga się w świecie zdominowanym przez naturę
luciopicca
Переміщення риби, плід
Втрачений час, мандрівники
неможливо відокремити бачення, ми маємо реальності, від мук нашої свідомості і сили несвідомого
простір-час
спогади, суб'єктивні точки зору
різні емоційні моменти
стрибок
Вільний потік ритму, тисненою, постріл
можливість сцени
щільні значення, рідини
незвичайний фокусна зум
мова пристосовується до жорсткості замкнутого простору, кругової лабіринт
петля
стратегія dell'inghiottimento
на себе
спочатку назад
подробиці
взаємодоповнюваність між минулим і сьогоденням
існування вузла
Плач, каяття
мисливці повертаються додому
Усе інше, кінець шляху
пейзаж з падінням Ікара, Вавилонська вежа, урожай, торжество смерті
колективізм
сили, які керують
самотня людина, яка з усіх сил в світі домінують за своєю природою
luciopicca
Втрачений час, мандрівники
неможливо відокремити бачення, ми маємо реальності, від мук нашої свідомості і сили несвідомого
простір-час
спогади, суб'єктивні точки зору
різні емоційні моменти
стрибок
Вільний потік ритму, тисненою, постріл
можливість сцени
щільні значення, рідини
незвичайний фокусна зум
мова пристосовується до жорсткості замкнутого простору, кругової лабіринт
петля
стратегія dell'inghiottimento
на себе
спочатку назад
подробиці
взаємодоповнюваність між минулим і сьогоденням
існування вузла
Плач, каяття
мисливці повертаються додому
Усе інше, кінець шляху
пейзаж з падінням Ікара, Вавилонська вежа, урожай, торжество смерті
колективізм
сили, які керують
самотня людина, яка з усіх сил в світі домінують за своєю природою
luciopicca
Ilipat isda, fetus
nawalang oras, travelers
imposible upang paghiwalayin ang vision natin ng katotohanan, mula sa torments ng aming malay at ang kapangyarihan ng walang malay
space-time
alaala, subjective pananaw
iba't ibang mga emosyonal na sandali
tumalon
Libreng daloy ng ritmo, imprinted, shot
posibilidad ng tanawin
siksik kahulugan, likido
hindi pangkaraniwang focal zoom
ang wika adapts sa tigas ng closed space, sa paikot na maze
silo
dell'inghiottimento diskarte
sa kanilang mga sarili
Originally, back
mga detalye
complementarity sa pagitan ng nakalipas at kasalukuyan
pagkakaroon node
magsipanaghoy pagsisisi
hunters bumalik sa bahay
pahinga, sa dulo ng isang landas
ang landscape sa pagbagsak ng Icarus, sa moog ng babel, pag-aani, ang pagtatagumpay ng kamatayan
kapanlahatan
pwersa na namamahala
ang nag-iisa tao na struggles sa isang mundo dominado sa pamamagitan ng likas na katangian
luciopicca
nawalang oras, travelers
imposible upang paghiwalayin ang vision natin ng katotohanan, mula sa torments ng aming malay at ang kapangyarihan ng walang malay
space-time
alaala, subjective pananaw
iba't ibang mga emosyonal na sandali
tumalon
Libreng daloy ng ritmo, imprinted, shot
posibilidad ng tanawin
siksik kahulugan, likido
hindi pangkaraniwang focal zoom
ang wika adapts sa tigas ng closed space, sa paikot na maze
silo
dell'inghiottimento diskarte
sa kanilang mga sarili
Originally, back
mga detalye
complementarity sa pagitan ng nakalipas at kasalukuyan
pagkakaroon node
magsipanaghoy pagsisisi
hunters bumalik sa bahay
pahinga, sa dulo ng isang landas
ang landscape sa pagbagsak ng Icarus, sa moog ng babel, pag-aani, ang pagtatagumpay ng kamatayan
kapanlahatan
pwersa na namamahala
ang nag-iisa tao na struggles sa isang mundo dominado sa pamamagitan ng likas na katangian
luciopicca
Premik ribe, fetus
izgubljeni čas, potniki
nemogoče ločiti vizije imamo realnosti, od muke naše zavesti in moč nezavednega
prostor-čas
spomini, subjektivni vidik
različnih čustvenih trenutkov
preskok
Prosti pretok ritma, napisom, shot
Možnost scene
gosto pomenov, tekočine
nenavadno osrednja zoom
jezik prilagaja togosti zaprtem prostoru, krožna labirint
zanka
dell'inghiottimento strategija
na sebi
Prvotno je nazaj
podrobnosti
dopolnjevanje med preteklostjo in sedanjostjo
obstoj vozlišče
lament, kesanja
Lovci se vrnejo domov
ostalo, konec poti
pokrajina s padcem Icarus, babilonski stolp, žetev, zmagoslavje smrti
kolektivnost
sile, ki urejajo
osamljeni človek, ki se bori v svetu prevladujejo naravi
luciopicca
izgubljeni čas, potniki
nemogoče ločiti vizije imamo realnosti, od muke naše zavesti in moč nezavednega
prostor-čas
spomini, subjektivni vidik
različnih čustvenih trenutkov
preskok
Prosti pretok ritma, napisom, shot
Možnost scene
gosto pomenov, tekočine
nenavadno osrednja zoom
jezik prilagaja togosti zaprtem prostoru, krožna labirint
zanka
dell'inghiottimento strategija
na sebi
Prvotno je nazaj
podrobnosti
dopolnjevanje med preteklostjo in sedanjostjo
obstoj vozlišče
lament, kesanja
Lovci se vrnejo domov
ostalo, konec poti
pokrajina s padcem Icarus, babilonski stolp, žetev, zmagoslavje smrti
kolektivnost
sile, ki urejajo
osamljeni človek, ki se bori v svetu prevladujejo naravi
luciopicca
Eudossia
EUDOSSIA
A
Eudossia, che si estende in alto e in basso, con vicoli tortuosi, scale,
angiporti, catapecchie, si conserva un tappeto in cui puoi contemplare la vera
forma della città. A prima vista nulla sembra assomigliare meno a Eudossia che
il disegno del tappeto, ordinato in figure simmetriche che ripetono i loro
motivi lungo linee rette e circolari, intessuto di gugliate dai colori
splendenti, l’alternarsi delle cui trame puoi seguire lungo tutto l’ordito. Ma
se ti fermi a osservarlo con attenzione, ti persuadi che a ogni luogo del
tappeto corrisponde un luogo della città e che tutte le cose contenute nella
città sono comprese nel disegno, disposte secondo i loro veri rapporti, quali
sfuggono al tuo occhio distratto dall’andirivieni dal brulichio dal pigia–pigia.
Tutta la confusione di Eudossia, i ragli dei muli, le macchie di nerofumo,
l’odore di pesce, è quanto appare nella prospettiva parziale che tu cogli; ma il
tappeto prova che c’è un punto dal quale la città mostra le sue vere
proporzioni, lo schema geometrico implicito in ogni suo minimo
dettaglio.
Perdersi
a Eudossia è facile: ma quando ti concentri a fissare il tappeto riconosci la
strada che cercavi in un filo cremisi o indaco o amaranto che attraverso un
lungo giro ti fa entrare in un recinto color porpora che è il tuo vero punto
d’arrivo. Ogni abitante di Eudossia confronta all’ordine immobile del tappeto
una sua immagine della città, una sua angoscia, e ognuno può trovare nascosta
tra gli arabeschi una risposta, il racconto della sua vita, le svolte del
destino.
Sul
rapporto misterioso di due oggetti così diversi come il tappeto e la città fu
interrogato un oracolo. Uno dei due oggetti, – fu il responso, – ha la forma che
gli dei diedero al cielo stellato e alle orbite su cui ruotano i mondi; l’altro
ne è un approssimativo riflesso, come ogni opera umana.
Gli
àuguri già da tempo erano certi che l’armonico disegno del tappeto fosse di
fattura divina; in questo senso fu interpretato l’oracolo, senza dar luogo a
controversie. Ma nello stesso modo tu puoi trarne la conclusione opposta: che la
vera mappa dell’universo sia la città d’Eudossia così com’è, una macchia che
dilaga senza forma, con vie tutte a zigzag, case che franano una sull’altra nel
polverone, incendi, urla nel buio.
Italo
Calvino,
Le città invisibili
In Eudoxia, which spreads both upward and down,
with winding alleys, steps, dead ends, hovels, a carpet
is preserved in which you can observe the city's
true form. At first sight nothing seems to resemble
Eudoxia less than the design of that carpet, laid out
in symmetrical motives whose patterns are repeated
along straight and circular lines, interwoven with
brilliantly colored spires, in a repetition that can be
followed throughout the whole woof. But if you
pause and examine it carefully, you become convinced
that each place in the carpet corresponds to a
place in the city and all the things contained in the
city are included in the design, arranged according
to their true relationship, which escapes your eye distracted
by the bustle, the throngs, the shoving. All
of Eudoxia's confusion, the mules' braying, the
lampblack stains, the fish smell is what is evident in
the incomplete perspective you grasp; but the carpet
proves that there is a point from which the city
shows its true proportions, the geometrical scheme
implicit in its every, tiniest detail.
It is easy to get lost in Eudoxia: but when you
concentrate and stare at the carpet, you recognize the
street you were seeking in a crimson or indigo or magenta
thread which, in a wide loop, brings you to
the purple enclosure that is your real destination.
Every inhabitant of Eudoxia compares the carpet's
immobile order with his own image of the city, an
anguish of his own, and each can find, concealed
among the arabesques, an answer, the stoty of his
life, the twists of fate.
An oracle was questioned about the mysterious
bond between two objects so dissimilar as the carpet
and the city. One of the two objects-the oracle
replied-has the form the gods gave the starry sky
and the orbits in which the worlds revolve; the other
is an approximate reflection, like every human creation.
For some time the augurs had been sure that the
carpet's harmonious pattern was of divine origin.
The oracle was interpreted in this sense, arousing no
controversy. But you could, similarly, come to the
opposite conclusion: that the true map of the universe
is the city of Eudoxia, just as it is, a stain that
spreads out shapelessly, with crooked streets, houses
that crumble one upon the other amid clouds of
dust, fires, screams in the darkness.
with winding alleys, steps, dead ends, hovels, a carpet
is preserved in which you can observe the city's
true form. At first sight nothing seems to resemble
Eudoxia less than the design of that carpet, laid out
in symmetrical motives whose patterns are repeated
along straight and circular lines, interwoven with
brilliantly colored spires, in a repetition that can be
followed throughout the whole woof. But if you
pause and examine it carefully, you become convinced
that each place in the carpet corresponds to a
place in the city and all the things contained in the
city are included in the design, arranged according
to their true relationship, which escapes your eye distracted
by the bustle, the throngs, the shoving. All
of Eudoxia's confusion, the mules' braying, the
lampblack stains, the fish smell is what is evident in
the incomplete perspective you grasp; but the carpet
proves that there is a point from which the city
shows its true proportions, the geometrical scheme
implicit in its every, tiniest detail.
It is easy to get lost in Eudoxia: but when you
concentrate and stare at the carpet, you recognize the
street you were seeking in a crimson or indigo or magenta
thread which, in a wide loop, brings you to
the purple enclosure that is your real destination.
Every inhabitant of Eudoxia compares the carpet's
immobile order with his own image of the city, an
anguish of his own, and each can find, concealed
among the arabesques, an answer, the stoty of his
life, the twists of fate.
An oracle was questioned about the mysterious
bond between two objects so dissimilar as the carpet
and the city. One of the two objects-the oracle
replied-has the form the gods gave the starry sky
and the orbits in which the worlds revolve; the other
is an approximate reflection, like every human creation.
For some time the augurs had been sure that the
carpet's harmonious pattern was of divine origin.
The oracle was interpreted in this sense, arousing no
controversy. But you could, similarly, come to the
opposite conclusion: that the true map of the universe
is the city of Eudoxia, just as it is, a stain that
spreads out shapelessly, with crooked streets, houses
that crumble one upon the other amid clouds of
dust, fires, screams in the darkness.
Italo Calvino, Invisible Cities
034 nonsense
il vento soffia dove vuole
la quotidianità tiene molto lontani
nativi digitali
madrelingua internet
luciopicca
la quotidianità tiene molto lontani
nativi digitali
madrelingua internet
luciopicca
The wind blows where it wills
the everyday keeps far
digital natives
native Internet
luciopicca
the everyday keeps far
digital natives
native Internet
luciopicca
Le vent souffle où il veut
le quotidien maintient loin
natifs numériques
Internet natif
luciopicca
le quotidien maintient loin
natifs numériques
Internet natif
luciopicca
Séideann an ghaoth ina uachtanna sé
Coinníonn an lá go lá i bhfad
natives digiteach
Idirlíon dúchais
luciopicca
Coinníonn an lá go lá i bhfad
natives digiteach
Idirlíon dúchais
luciopicca
Der Wind weht, wo er will
der Alltag hält weit
Digital Natives
nativen Internet
luciopicca
der Alltag hält weit
Digital Natives
nativen Internet
luciopicca
O vento sopra onde quer
o cotidiano mantém longe
nativos digitais
Internet nativa
luciopicca
o cotidiano mantém longe
nativos digitais
Internet nativa
luciopicca
El viento sopla donde quiere
el día a día mantiene lejos
nativos digitales
Internet nativa
luciopicca
el día a día mantiene lejos
nativos digitales
Internet nativa
luciopicca
Wiatr wieje tam, gdzie chce
codzienne zachowuje daleko
cyfrowi tubylcy
natywny internetowe
luciopicca
codzienne zachowuje daleko
cyfrowi tubylcy
natywny internetowe
luciopicca
Вітер дме, де хоче
повсякденне тримає далеко
цифрові аборигени
рідний Інтернет
luciopicca
повсякденне тримає далеко
цифрові аборигени
рідний Інтернет
luciopicca
Ang hangin blows kung saan ito Wills
ang araw-araw mapigil malayo
digital natives
katutubong Internet
luciopicca
ang araw-araw mapigil malayo
digital natives
katutubong Internet
luciopicca
Vinden blåser där det testamenten
vardagen håller långt
digitala infödingar
nativt Internet
luciopicca
vardagen håller långt
digitala infödingar
nativt Internet
luciopicca
Iscriviti a:
Post (Atom)




