026 luciopicca
mercoledì 5 luglio 2017
martedì 4 luglio 2017
LA MANCANZA DI CARITÀ DELLA CIVILTÀ BORGHESE
LA MANCANZA DI CARITÀ DELLA CIVILTÀ BORGHESE
"La ragione, che conosceva la carità, ma non aveva
in sé, fede e speranza, era nel frattempo stata
corrotta dalla fede e dalla speranza:si era inaridita.
Ma ora è finito il tempo dell'aridita'!
Fede e speranza trionfano di nuovo nel Terzo Reich
come nei grandi templi antichi.
La mancanza di carità non è che un semplice peccato
( il mio stesso: che pure, come flatus vocis e regola, ripeto,
la possiedo)
Una religione cattiva è sempre una religione:
e si scatena contro ciò che non vuol esserlo.
O che lo fu: ma sempre facendo, della mancanza
di carità, il suo fondamento: la sua azione,
ossessa- le sue opere-
furono sempre senza carità- nacquero sempre
dalla volontà, mai dalla grazia".
in sé, fede e speranza, era nel frattempo stata
corrotta dalla fede e dalla speranza:si era inaridita.
Ma ora è finito il tempo dell'aridita'!
Fede e speranza trionfano di nuovo nel Terzo Reich
come nei grandi templi antichi.
La mancanza di carità non è che un semplice peccato
( il mio stesso: che pure, come flatus vocis e regola, ripeto,
la possiedo)
Una religione cattiva è sempre una religione:
e si scatena contro ciò che non vuol esserlo.
O che lo fu: ma sempre facendo, della mancanza
di carità, il suo fondamento: la sua azione,
ossessa- le sue opere-
furono sempre senza carità- nacquero sempre
dalla volontà, mai dalla grazia".
(Pier Paolo Pasolini, L'enigma di Pio XII, in Trasumanar e organizzar).
lunedì 3 luglio 2017
gridìo dei servi
gridìo dei servi
mozze, allegre case
tuguri
quotidiana voce
venti africani
senza rondini
giungla delle anime scure
dure necessità
bassezze
impure confusioni
ciechi smarrimenti
sopita furia
solatia
l’acre aria
il tempo
che uguale s’infutura
con sé vi trasporta
nell’oscura monotonia
che rinnova la vita
la luce è frutto di un buio seme
figli dei mezzadri
loro gridìo di servi
negli smorti, eccelsi toni
più vera
perché più espressa
ossessa rassegnazione
furente marchio
della servitù
greco meridione
sporco, splendido
è necessità il capire
il fare
credersi volti al meglio
e non concedersi respiro
vane feste
mozze, allegre case
tuguri
quotidiana voce
venti africani
senza rondini
giungla delle anime scure
dure necessità
bassezze
impure confusioni
ciechi smarrimenti
sopita furia
solatia
l’acre aria
il tempo
che uguale s’infutura
con sé vi trasporta
nell’oscura monotonia
che rinnova la vita
la luce è frutto di un buio seme
figli dei mezzadri
loro gridìo di servi
negli smorti, eccelsi toni
più vera
perché più espressa
ossessa rassegnazione
furente marchio
della servitù
greco meridione
sporco, splendido
è necessità il capire
il fare
credersi volti al meglio
e non concedersi respiro
vane feste
1954, pasolini
frammenti, l’umile italia
luciopicca
frammenti, l’umile italia
luciopicca
preistoria nuova - pasolini
"Se ricomincia la guerra, di chi è la colpa?
Oh, dei peccati della povera gente,
naturalmente. Dio punisce
le sodome di stracci, le gomorre
della miseria, le corse dell'amore pezzente.
Muoiono anche i ricchi,
naturalmente. Ma per qualcosa.
E questo "qualcosa"
è la furia che fa del mondo
il contrario di sé, una rovente
rovina, un'oscurita' senza fondo.
...Eravate milioni
di uomini come noi. E per conoscervi
abbiamo dovuto sapervi in guerra,
sapervi vestiti come mendicanti di stracci militari,
sapervi inferiori e superiori, seviziatori e martiri,
fascisti e comunisti: come noi, proprio come noi,
laggiù, dove l'orizzonte dell'orizzonte,
non basta a fare della vita solo vita.
Ah, voce senza alcuna speranza, voce del mondo
potente, voce dell'ipocrisia che non ha nemmeno il pudore
di nascondere la propria spietata indifferenza.
Cos'è che rende scontento il poeta?
Un'infinità di problemi che esistono
e nessuno è capace di risolvere: e
senza la cui risoluzione la pace, la pace vera, la pace del poeta, è irrealizzabile.
"Quando il mondo classico sarà esaurito- quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani
-quando l'industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione e del consumo-allora
la nostra storia sarà finita.
In questi urli, in questo strepito, in queste adunanze sterminate, in queste luci, in questi meccanismi, in queste dichiarazioni, in questi eserciti, in queste armi, in questi deserti; in questo irriconoscibile sole, incomincia la nuova preistoria.
( Pier Paolo Pasolini, La rabbia)
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